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Caos vaccini, verso l’esposto dell’Avvocatura contro Pfizer

25 Gennaio 2021

I dubbi del virologo Crisanti: “Non si inizia un contenzioso con chi ti deve aiutare”. Come incide sul timing la riduzione di dosi annunciate pure da Astrazeneca

di NS

E’ oggi il giorno in cui l’Avvocatura dello Stato dovrebbe procedere con un esposto contro il colosso farmaceutico Pfizer dopo il taglio delle dosi e i ritardi nelle consegne del vaccino. Ad annunciarlo era stato nei giorni scorsi il commissario all’emergenza Covid Domenico Arcuri e a ribadirlo oggi è stato il ministro dei Trasporti Paola De Micheli, spiegando che la conferma è arrivata dagli uffici del commissario. L’Italia, su tale questione che riguarda tutta l’Europa, sembra quindi intenzionata ad andare avanti su questa strada. Una scelta che non convince tutti. A cominciare dal virologo Andrea Crisanti che proprio oggi ha detto chiaramente di non ritenerla giusta: “Credo che non si debba iniziare un contenzioso con chi ti deve aiutare”.  Ma qual è il nodo della questione? E’ semplice: il rischio che la campagna vaccinale non decolli come da cronoprogramma. Il timing delle vaccinazioni subirebbe inevitabilmente uno slittamento. Nel caso della mancata consegna delle dosi Pfizer si prevede uno scivolamento in avanti di 4 settimane per gli over 80 e fino a 8 settimane per il resto della popolazione. Ma con la britannica Astrazeneca il problema non cambia dal momento che l’azienda produttrice ha annunciato una riduzione del 60% delle dosi che verranno distribuite nel primo trimestre. Il che per la Penisola si tradurrebbe, sempre dopo il via libera dell’Ema, in 3,4 milioni di dosi contro gli 8 milioni previsti.

Rispetto alle parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che in un post Facebook nelle scorse ore era stato più tranchant – “Questi rallentamenti delle consegne costituiscono gravi violazioni contrattuali, che producono danni enormi all’Italia e agli altri Paesi europei, con ricadute dirette sulla vita e la salute dei cittadini e sul nostro tessuto economico-sociale già fortemente provato da un anno di pandemia. Ricorreremo a tutti gli strumenti e a tutte le iniziative legali, come già stiamo facendo con Pfizer-Biontech, per rivendicare il rispetto degli impegni contrattuali e per proteggere in ogni forma la nostra comunità nazionale” – a gettare un po’ di acqua sul fuoco è stato oggi il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri. Soprattutto dopo che ieri Pfizer stessa ha fatto sapere che la consegna “tornerà a regime dalla prossima settimana”. “L’eventuale azione legale del governo italiano contro Pfizer – ha spiegato il viceministro a Radio 24 – è legata alla necessità di ricevere quante più fiale possibili nei tempi rispettati: se il blocco della produzione, o dell’arrivo, si dovesse estendere oltre due settimane potrebbe essere molto grave in termini di continuità della campagna vaccinale. Il problema, però, mi sembra superato: la stessa Pfizer ha dichiarato nelle ultime ore che già dal primo febbraio si tornerà alla normalità e poi ci sarà un recupero delle dosi mancanti”. Comunque sia, in un eventuale contenzioso peserebbe non poco anche l’equivoco dosi-fiale. Su questo piano proprio Pfizer infatti ha chiarito che ad essersi ridotto è il numero delle fiale e non delle dosi, somministrandone 6 e non 5 per fiala.