Vaccini, intesa Invitalia-Reithera. A regime 100 milioni di dosi l’anno

26 Gennaio 2021

A ricerca e sviluppo saranno destinati 69,3 mln gli altri 11,7 all’ampliamento dello stabilimento di Castel Romano

di NS

Mentre i ritardi nelle consegne dei vaccini, annunciati sia da Pfizer che da Astrazeneca, sebbene per l’azienda britannica si attenda ancora il via libera dell’Ema, hanno generato non poco disappunto facendo saltare anche il cronoprogramma del piano di vaccinazione, una buona notizia arriva ed è tutta made in Italy. Il CdA di Invitalia ha, infatti, approvato il contratto di Sviluppo presentato da Reithera che finanzia un investimento industriale e di ricerca da 81 milioni di euro. Gran parte dell’investimento, 69,3 milioni, sarà destinato alle attività di Ricerca&Sviluppo per la validazione e produzione del vaccino anti-Covid. La restante quota (11,7 milioni) sarà utilizzata per ampliare lo stabilimento di Castel Romano (Roma), dove sarà prodotto l’antidoto. A renderlo noto sono stati gli uffici del commissario straordinario per l’emergenza Covid. Le agevolazioni concesse, in conformità alle norme sugli aiuti di Stato, hanno spiegato ancora, ammontano a circa 49 milioni di euro: 41,2 milioni a fondo perduto e 7,8 milioni di finanziamento agevolato. Inoltre, in attuazione delle previsioni dell’articolo 34 del decreto-legge 14 agosto 2020, Invitalia acquisirà una partecipazione del 30 per cento del capitale della società, a seguito di un aumento del capitale di Reithera.

Reithera ha già concluso, anche grazie ad un finanziamento della Regione Lazio ed in collaborazione con l’Istituto Spallanzani, la Fase I della sperimentazione, che ha dimostrato la sicurezza e l’”immunogenicità” del vaccino. Ora, anche grazie a questo ulteriore investimento, si passa allo stadio successivo, relativo ai test di sicurezza ed efficacia. L’obiettivo è arrivare in tempi rapidi ad ottenere le necessarie autorizzazioni da parte delle Autorità di vigilanza sia europee che italiane per poter somministrare il vaccino. La capacità produttiva prevista a regime è pari a 100 milioni di dosi all’anno. Si prevedono, inoltre, 40 nuove assunzioni. 

 “E’ un accordo importante per ridurre la dipendenza del nostro Paese in un settore delicatissimo per la tutela della salute dei nostri cittadini” – ha spiegato Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza Covid e amministratore delegato di Invitalia -. La produzione italiana di vaccini andrà ad aggiungersi a quelle realizzate all’estero rafforzando la capacità di risposta nazionale alla pandemia e accelerando così l’uscita dalla crisi”. “Siamo orgogliosi di aver concluso l’accordo con Invitalia – hanno dichiarato Antonella Folgori e Stefano Colloca, soci di Reithera – il cui intervento potrà accelerare lo sviluppo del vaccino italiano, a cui ReiThera sta lavorando con professionalità e dedizione fin dall’inizio della pandemia”.

Naturalmente, la notizia è stata accolta con soddisfazione dalla Regione Lazio. Il presidente Nicola Zingaretti ha subito salutato il finanziamento per la fase 2 come una “ottima notizia”: “Il vaccino ottenuto dalla ricerca portata avanti da Spallanzani/ReiThera sarà prodotto in provincia di Roma a Castel Romano. Abbiamo creduto sin dall’inizio in questo progetto, sostenendolo economicamente come Regione Lazio, con la massima fiducia in un team che molto presto ci permetterà di avere un vaccino italiano”. Si tratta di un vaccino monodose, ha inoltre sottolineato il governatore, “che si mantiene tra 2 e 8 gradi. Per le sue caratteristiche un prodotto unico e assolutamente straordinario”.

E di “ottima notizia” ha parlato anche l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, che ha evidenziato la necessità di “puntare ad avere una indipendenza per quanto riguarda l’approvvigionamento di tutti i vaccini che superino i requisiti di Ema”. D’Amato ha infine aggiunto: “Il commissario Arcuri ha accolto l’appello di procedere velocemente verso l’opzione del vaccino prodotto in Italia nel polo tecnologico di Castel Romano. Dopo la conclusione positiva della Fase 1, grazie all’Istituto nazionale di malattie infettive Lazzaro Spallanzani e resa possibile dall’intervento della Regione Lazio e del Ministero della Ricerca, adesso è necessario correre per completare le Fasi 2 e 3. Avere a disposizione un’offerta vaccinale più ampia – ha concluso – sicuramente consentirà in futuro di superare gli attuali ritardi e le mancate consegne. Il vaccino ReiThera-Spallanzani deve essere un vaccino ‘bene comune’”.