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Ru486, Zampa: “Sorpresa dal no delle Marche. Rispettino le Linee guida del Ministero”

28 Gennaio 2021

Dopo lo stop della Regione alla somministrazione della pillola abortiva nei consultori, il sottosegretario alla Salute commenta: “Ancora una volta calpestati i diritti delle donne”

di NS

E’ polemica nelle Marche sulla somministrazione della pillola abortiva Ru486 all’interno dei consultori. Il dibattito si è acceso dopo che martedì scorso in Consiglio regionale è stata respinta la mozione Pd sull’applicazione della legge 194. Uno stop nella Regione a guida centrodestra che è in contrasto con le Linee guida del ministero della Salute, tra l’altro, fresche di aggiornamento.  Le nuove Linee d’indirizzo risalgono infatti a questa estate. Sono contenute nella circolare del ministro Roberto Speranza del 12 agosto scorso e avevano superato il vaglio sia del Consiglio superiore di sanità che dell’Aifa.

Ed è proprio sul rispetto di queste ultime che oggi è arrivato il richiamo del sottosegretario alla Salute Sandra Zampa che si è detta “sorpresa” dal no delle Marche: “Ci risiamo – ha affermato -. Dopo l’Umbria anche le Marche si oppongono alla somministrazione della pillola abortiva Ru486 all’interno dei consultori, anche in quelli collegati agli ospedali. Una scelta, di fatto, in aperto contrasto con le linee guida del ministero della Salute, emanate da una apposita Commissione su richiesta del Consiglio superiore di sanità e aggiornate pochi mesi fa dal ministro della Salute Roberto Speranza a distanza di dieci anni dall’ultima volta”. Zampa ha anche ricordato come “in questo lungo periodo” non si siano registrati “eventi avversi che abbiano reso necessario il ricorso a ricoveri ospedalieri per l’utilizzo della cosiddetta ‘pillola abortiva’. Sono sorpresa – ha quindi aggiunto – da quanto deciso dalle Regione Marche: ancora una volta i diritti delle persone, in particolare delle donne, vengono calpestati in favore del preconcetto e dell’ideologia politica, in totale incoerenza con le indicazioni scientifiche”. Infine l’auspicio del sottosegretario perché “in Italia si possa favorire, sempre ove possibile, il ricorso alla IVG farmacologica come accade in moltissimi Paesi europei, cioè in regime ambulatoriale o di Day Hospital. Sono convinta che anche le Marche torneranno presto sui propri passi, rispettando appieno le Linee guida di questo Dicastero”.

Non è stato tenero, infine, il giudizio espresso da Nicola Fratoianni. Per il deputato di Liberi e uguali e portavoce nazionale di Sinistra italiana, infatti, la giunta regionale delle Marche e la maggioranza di destra che la sostiene “calpestano le leggi del nostro Paese, calpestano i diritti delle donne”. E lo fanno pure, ha proseguito, “con motivazioni aberranti parlando addirittura della necessità di evitare la ‘sostituzione etnica dei figli italiani’. Parole senza senso e razziste che mi auguro trovino una risposta nelle opportune sedi”. Fratoianni si è detto, poi, certo che “di fronte ad una destra contro le donne, una destra contro la scienza e contro il buonsenso la risposta popolare sarà ferma e decisa per non far tornare le Marche nel Medioevo dei diritti”.