Le pubblicazioni su Nursind Sanità riprenderanno a settembre

Covid-19, un anno in emergenza, dalla coppia cinese ai quasi 90mila morti

01 Febbraio 2021

Proprio il 31 gennaio 2020 il Cdm formalizzava l’allerta per il virus. Da allora 2,5mln di casi e quasi 140mld stanziati per l’economia

di Carlo Perini

Un anno in cui tutto è cambiato, in Italia e nel mondo. Un anno ieri dal giorno nel quale, ufficialmente, l’emergenza Covid-19 ha fatto irruzione nel nostro Paese. Era infatti il 31 gennaio del 2020 e una delibera del Consiglio dei ministri sancì lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso al Coronavirus. I pericoli erano già evidenti, il Sars-Cov2 circolava da almeno due mesi nella Penisola, si scoprirà in seguito. Eppure grandissima parte degli italiani, gran parte della comunità scientifica e la stessa classe politica, in quel momento, lo considerava alla stregua di una grave influenza.

C’era già stato il caso choc della coppia di turisti cinesi, 67 anni lui e 66 lei, originari della provincia di Wuhan, trasportati in ambulanza allo Spallanzani con la maschera dell’ossigeno. Era la notte del 30 gennaio. Il giorno dopo, assieme alla dichiarazione dello stato d’emergenza, uscì il bollettino numero 1 dell’ospedale romano, che rassicurava sullo stato dei due pazienti; si sarebbe presto trasformato in un appuntamento fisso. Bisognerà, però, aspettare il 21 febbraio per il primo morto italiano di Covid, il pensionato 78enne Adriano Trevisan, di Schiavonia, in provincia di Padova. Da quel momento in poi, tutto cambiò. Lo stato d’emergenza venne dichiarato dal Cdm per sei mesi, ma poi, di proroga in proroga, siamo arrivati al 30 aprile prossimo e, presumibilmente, il termine verrà ancora dilazionato.

È incredibile, invece, rileggere quella prima delibera che stanziava appena 5 milioni di euro a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. Pochi spiccioli se pensiamo che in un anno sono stati votati scostamenti di bilancio per quasi 140 miliardi, oltre alle risorse di una legge di Bilancio da 40 miliardi in gran parte dedicata, comunque, a rispondere all’emergenza economica derivante da quella sanitaria.

È stato un anno in cui l’Italia ha affrontato di petto l’emergenza con un lockdown durissimo, tra marzo e maggio, che ci ha resi un modello per molti Paesi nel mondo, ha ridotto moltissimo i numeri della pandemia nei mesi successivi e ci ha consentito di affrontare l’estate con una relativa tranquillità. Purtroppo, ci si è poi accorti che quel rilassamento era stato eccessivo, con le conseguenze sulla curva epidemiologica che si sono viste a partire soprattutto da ottobre. In un anno abbiamo avuto 2,5milioni di casi e oltre 88.500 morti, un crollo del Pil che, in attesa del dato consolidato, nel 2020 dovrebbe aggirarsi intorno al 9% e quasi 450mila posti di lavoro andati in fumo.  Adesso abbiamo i vaccini, pur tra mille ritardi e polemiche per le clausole dei contratti firmati con le case produttrici. La campagna di immunizzazione è partita e la speranza, per tutti, è che il 2021 sia davvero l’anno in cui il Covid-19 viene archiviato nei libri di storia.