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Covid, Ricciardi: “Anticorpi monoclonali? Aifa dovrebbe essere più coraggiosa”

01 Febbraio 2021

Il consulente di Speranza ritiene che per organizzare la vaccinazione serva “una leadership forte”: “Penso a una persona come Bertolaso, ad esempio”

di NS

Da un lato il via libera (arrivato il 30 gennaio scorso) dell’Aifa al vaccino Astrazeneca, ma con la raccomandazione alla somministrazione sotto i 55 anni di età, e dall’altro l’attendismo sul fronte dell’uso degli anticorpi monoclonali. Due questioni chiave che fanno dire a Walter Ricciardi, consulente scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza, che servirebbe più coraggio da parte dell’Agenzia italiano del farmaco. In un’intervista al Messaggero, infatti, a proposito degli anticorpi monoclonali che “vengono prodotti anche in Italia” e “riducono del 70 per cento l’aggravamento”, il professore si chiede: “Cosa stiamo aspettando”.

Il ragionamento di Ricciardi è il seguente: “Manca la volontà da parte di Aifa di accelerare il processo di valutazione in maniera simile a quello che ha fatto l’agenzia tedesca. Aifa ha detto che aspetta Ema (l’agenzia europea del farmaco). Quando c’è un nuovo farmaco in Europa, deve approvarlo l’Ema, che però non ha gli stessi strumenti della Fda (l’agenzia americana) che può ricorrere all’approvazione di emergenza. L’Ema ha solo lo strumento dell’approvazione condizionata, che necessita di più tempo. Ma i singoli Stati possono approvare in forma emergenziale. Anche in questo caso: Aifa dovrebbe essere più coraggiosa”.

Ma Ricciardi ha incalzato anche sulla campagna di vaccinazione di massa che ci attende: “Avremo bisogno di una organizzazione di tipo militare che ancora non c’è. Non può essere considerata ordinaria amministrazione”. Per poi aggiungere: “Serve un generale che guidi le operazioni”. Quanto al commissario Arcuri, quindi, Ricciardi ha spiegato: “Sta svolgendo egregiamente il suo compito e sta gestendo in maniera encomiabile l’approvvigionamento dei vaccini. Ma organizzare le vaccinazioni non è un lavoro che si può fare part time e il quadro non può essere frammentato tra le regioni. Serve una leadership forte e riconosciuta, che dia garanzie ai cittadini che questa operazione sarà eseguita con lo stesso livello di efficienza in tutto il Paese. Penso a una persona come Bertolaso, ad esempio”.