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Infermiere di famiglia, la proposta Nursind Piemonte diventa legge

02 Febbraio 2021

di NS

L’ Art. 4 bis del disegno di legge regionale n.127, che prevede il potenziamento della figura dell’infermiere di famiglia, scritto e proposto dal Nursind Piemonte, è stato accolto e approvato nella seduta della IV commissione di ieri.  “L’art 4 bis, che ha trovato spazio all’interno del disegno di legge regionale n. 127 fornisce una risposta concreta al potenziamento del territorio, necessario e fondamentale per la nostra regione”. A dichiararlo è stato Francesco Coppolella, coordinatore regionale Nursind Piemonte. La Regione provvederà ad adottare un Piano di assistenza territoriale con la costituzione di servizi a gestione infermieristica nell’ambito distrettuale delle Aziende sanitarie locali attraverso l’introduzione dell’infermiere di famiglia e/o di comunità al fine di potenziare i servizi di assistenza territoriali e domiciliari che operano a livello comunitario, familiare ed individuale. Un atto necessario a soddisfare quelli che sono i bisogni di salute dei cittadini e in particolare quelli dei soggetti fragili, gli anziani e le cronicità, mettendo in campo, strutture, risorse e competenze proprie della professione infermieristica. Una risposta anche agli accessi ospedalieri impropri attraverso misure di prevenzione, di cura, di monitoraggio e di riabilitazione.

“Per NurSind questo è un risultato importante per la valorizzazione della professione ai vari livelli, un traguardo frutto di lotte, ma anche e soprattutto di capacità e di confronto autorevole con le istituzioni. Un risultato voluto, costruito e portato avanti dalla nostra organizzazione sindacale di categoria – ha affermato Coppolella -. Finalmente, si è forse compreso quanto sia importante valorizzare le competenze infermieristiche per rispondere a bisogni di salute evidenti, un inizio importante per riorganizzare la nostra assistenza territoriale, tanto importante, quanto assente come ha dimostrato la pandemia. Adesso ci metteremo a disposizione per dare il nostro contributo e per rendere operativo il progetto legislativo”.

“Ci aspettiamo altresì che le aziende diano corso al reclutamento degli infermieri per realizzarlo, come già indicato dalla stessa regione, essendoci tra l’altro già le risorse economiche a disposizione”, ha concluso il sindacalista.