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Vaccino AstraZeneca, Aifa non cambia parere. Preferibile per gli under 55

02 Febbraio 2021

Sileri: “Ho chiesto di rivedere il limite e portarlo a 65 anni”. E sulle cure monoclonali insiste: “Occasione da non sprecare”

di NS

Sul fronte del vaccino AstraZeneca, Aifa non cambia idea. In una nota appena diffusa, infatti, l’Agenzia italiana del farmaco ha precisato che “la posizione della Commissione tecnico scientifica è rimasta invariata rispetto a quella espressa nella riunione di sabato 30 gennaio. In attesa di ulteriori studi, l’indicazione per il vaccino AstraZeneca resta preferenzialmente per la popolazione tra i 18 e 55 anni e senza patologie gravi, per la quale sono disponibili dati più solidi. Si attendono maggiori evidenze sul rapporto beneficio/rischio del vaccino AstraZeneca prima di suggerirne la somministrazione nei soggetti di età più avanzata”.   Nessun cambio di rotta, dunque. La somministrazione del vaccino AstraZeneca rimane preferibile fino ai 55 anni d’età. E non anche per gli over 55, in assenza di fattori di rischio. Come pure sembrava lasciar intendere uno degli ultimi pareri della Commissione scientifica in cui si legge: “In attesa  di acquisire ulteriori dati, anche dagli studi attualmente in corso, al momento per il vaccino Astra Zeneca si suggerisce un utilizzo preferenziale nelle popolazioni per le quali sono disponibili evidenze maggiormente solide, e cioè soggetti giovani tra i 18 e 55 anni. Si ribadisce tuttavia che, sulla base dei risultati di immunogenicità e dei dati di sicurezza, il rapporto beneficio/rischio di tale vaccino risulta favorevole anche nei soggetti di età più avanzata che non presentino specifici fattori di rischio”.

Il pressing sull’Agenzia, comunque, rimane alto. Lo stesso viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri ha spiegato di aver scritto ieri “al direttore generale di Aifa chiedendogli di rivedere il limite dei 55 anni per fruire del vaccino di AstraZeneca, che peraltro è suggerito e non mandatorio, e portarlo in linea con la Germania, che ha indicato la soglia dei 65 anni. Indicare un limite massimo di età – ha aggiunto Sileri – è una precauzione in questo momento, ma deve durare poco, se gli studi confermeranno che questo vaccino è efficace e sicuro per tutte le età, a partire dai 18 anni”. Ma il vaccino non è l’unico tasto su cui batte il viceministro. Per Sileri, infatti, l’altra questione calda riguarda le cure monoclonali: “Cerchiamo di non farci sfuggire questa occasione”, ha detto, ricordando tra l’altro che si tratta di “una ricerca in alcuni casi realizzata anche da scienziati italiani. Le terapie con gli anticorpi monoclonali devono andare in parallelo con i vaccini”.