Piano vaccini, Parente (Italia viva): “Il Parlamento sia informato sullo stato di attuazione e coinvolto nelle scelte”

15 Febbraio 2021

Intervista al presidente della Commissione Sanità del Senato: “Avvaliamoci di medici di famiglia, Protezione civile, Forze dell’ordine, Asl e specializzandi”. ll numero di infermieri? “Da incrementare”  

di Paola Alagia

Un coordinamento interministeriale sulle scelte di natura economica, sanitaria, industriale e organizzativa, “avvalendosi anche di esperti in materia”. Ma anche “un’informativa periodica sullo stato di attuazione del piano strategico dei vaccini davanti alle competenti Commissioni parlamentari”. Per Annamaria Parente, presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato, sono questi alcuni degli aspetti da non trascurare per affrontare la campagna di vaccinazione di massa. Intervistata da Nursind Sanità, la senatrice di Italia viva ha posto l’accento pure sul personale da impiegare per questa campagna, dai medici di famiglia alla Protezione civile. Quanto alla carenza di infermieri, ha detto: “Ne va incrementato il numero. Non tanto e non solo per i vaccini, ma per la medicina territoriale”.

Presidente, per il governo appena insediato il piano di vaccinazione sarà la priorità delle priorità.  Il consulente scientifico del ministro Speranza, Walter Ricciardi, propone una struttura dedicata. E’ d’accordo anche lei o crede sia sufficiente proseguire con la sola struttura commissariale?
Importante è vaccinare in fretta e in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, anche per via delle varianti del virus. Penso che sul piano vaccinale dovremmo avere un coordinamento interministeriale sulle scelte sanitarie, economiche, industriali e organizzative, con esperti in queste materie. Il governo italiano insieme all’Europa deve affrontare per prima cosa il tema della scarsità di produzione dei vaccini e dell’autorizzazione di quelli che già ci sono. Quindi, va rinforzato il piano organizzativo in modo puntuale. Ma ritengo che non vadano trascurati altri due aspetti.

Quali?
È fondamentale prevedere un’informativa periodica alle competenti Commissioni parlamentari sullo stato di attuazione del piano strategico dei vaccini.  Inoltre, alcune decisioni, per esempio la priorità delle persone da vaccinare, implicano scelte etiche sulle quali va coinvolto il Parlamento dove siedono i rappresentanti del popolo.

Per portare avanti la campagna di vaccinazione di massa, comunque, occorre anche personale. L’ultimo bando Arcuri prevede 15mila tra medici e infermieri. Ma il problema è che il personale infermieristico scarseggia. Come se ne esce?
Vanno coinvolti i medici di famiglia, soprattutto per i più anziani, la Protezione civile, le Forze dell’ordine, gli specializzandi, le Asl e bisogna stabilizzare il personale sociosanitario. Il numero di infermieri va incrementato. Non tanto e non solo per i vaccini, ma per la medicina territoriale.

Intanto, lo stop alle piste da sci ha già generato polemiche tra governo e Regioni. Scelta giusta quella dell’esecutivo?
Bisogna imparare a programmare nel breve e lungo termine.  Non è bene decidere di chiudere all’ultimo momento con conseguenze quasi ingestibili per gli operatori economici.

Con la variante inglese già diffusa nel Paese e lo spettro delle altre, c’è la possibilità di nuovo lockdown generalizzato come nella primavera scorsa? 
Vediamo come funzionano i lockdown locali, come per esempio a Perugia in questo momento. Ma io insisto, come tante volte ho fatto in Parlamento, che dobbiamo anticipare il virus – e non sempre rincorrerlo -, con un piano di sorveglianza e controllo unico in tutto il territorio nazionale, con tamponi anche nelle scuole. Altrimenti ci tocca ricorrere sempre alle chiusure totali quando la situazione è già precipitata.

Da cose ripartirà il lavoro in Commissione?
Il nostro lavoro in Commissione non si è mai fermato. Abbiamo continuato e continueremo a realizzare audizioni sulla medicina territoriale, sui vaccini e, insieme alla settima commissione, sull’impatto della Dad sul benessere psicofisico degli studenti. Inoltre, proseguiremo ad occuparci della ripresa delle cure di pazienti non Covid e cominceremo nei prossimi giorni audizioni sul Recovery plan che é fondamentale per mettere in sicurezza la salute dei cittadini e delle cittadine e per la ripresa dell’Italia.