Dpcm valido fino a dopo Pasqua, guardia alta sulle restrizione, Speranza riferisce in Parlamento

24 Febbraio 2021

Il ministro scandisce: “Non ci sono le condizioni per allentare”. Sui vaccini: “L’Italia non si rassegna alla riduzione di dosi”  

di NS

Stamattina al Senato e nel pomeriggio alla Camera. Roberto Speranza ha tenuto la sua prima informativa sulla situazione epidemiologica da ministro del governo Draghi. Un intervento improntato alla prudenza, in perfetta continuità con la linea tenuta nell’esecutivo Conte due: “L’Italia si muove nel solco della linea europea di prudenza, di cautela e di primato della difesa del diritto alla salute”. Nessun allentamento alle viste, insomma. E questo il ministro lo ha scandito chiaramente: “Non ci sono oggi le condizioni epidemiologiche per allentare le misure di contrasto alla pandemia”. Quello che esprimo è una valutazione condivisa, supportata dai nostri scienziati, dall’Istituto superiore di sanità, dal Consiglio superiore di sanità e dal nostro Comitato tecnico scientifico”.

Casomai, con il diffondersi delle varianti sono necessarie misure “restrittive” e, quindi, zone rosse.  Negli ultimi giorni, ha sottolineato, “è stata segnalata, da parte di cinque Regioni, la necessità di 25 zone rosse, alcune decise a causa dell’insorgere di focolai dovuti alcuni a variante inglese, altre alla presenza di variante brasiliana o sudafricana. Tali misure restrittive sono indispensabili”.

Quanto al prossimo Dpcm,  il ministro ha detto in Aula che “sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile”. Quindi, abbraccerà le festività di Pasqua. “La bussola, per me, nella scrittura del prossimo Dpcm, che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, deve essere sempre il principio di tutela e salvaguardia del diritto fondamentale alla salute, come sancito dalla nostra Costituzione, all’articolo 32”, ha affermato.

Nella sua informativa spazio naturalmente al tema vaccini: “Accelerare la campagna di vaccinazione è l’obiettivo fondamentale che dobbiamo e vogliamo perseguire, per sconfiggere nei tempi più rapidi possibili il Covid. Anche e soprattutto su questo tema è fondamentale non alimentare polemiche e divisioni, che disorientano e scoraggiano gli italiani”. Quindi, ha affrontato il nodo dei ritardi delle dosi: “È decisiva la consegna puntuale delle dosi che abbiamo per tempo opzionato”, ha sostenuto, evidenziando come l’Italia “non si rassegni” ad una riduzione di quelle definite nei contratti siglati. “Con i vertici delle istituzioni comunitarie, stiamo esercitando il massimo di pressione nei confronti delle aziende produttrici affinché si trovino soluzioni necessarie per aumentare la produzione dei vaccini”. Ma, secondo Speranza, non regge neppure “l’idea di una proprietà esclusiva dei brevetti”: “Produrre vaccini deve essere considerato un bene da mettere a disposizione di tutti i Paesi del mondo, quelli ricchi e fortemente sviluppati e quelli maggiormente in difficoltà, con sistemi sanitari più fragili”. Proprio perché “il vaccino deve essere effettivamente un bene comune”. A tal proposito, ha anche spiegato che l’Italia, d’intesa con la Commissione europea, “è al lavoro da tempo per verificare concretamente la possibilità di mettere a disposizione impianti farmaceutici italiani per accelerarne la produzione”.

Infine, Speranza si è soffermato sul Comitato tecnico scientifico: “Tutto quello che può essere fatto per renderlo più agile e tempestivo, è sicuramente utile al nostro lavoro. Anche l’idea di una comunicazione più univoca e l’ipotesi di un portavoce – ha concluso – è una proposta che può essere considerata positivamente”.