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Sanità, Agenas: “Migliora la qualità delle cure, ma permangono disparità di prestazioni tra Regioni”

01 Marzo 2021

Presentata l’edizione 2020 del Pne. Speranza: “La sfida è doppia: lotta al Covid e programmare il servizio sanitario del futuro”

di NS

“I dati del Programma nazionale esiti (Pne) confermano un graduale miglioramento della qualità delle cure a livello nazionale su tutte le aree cliniche analizzate sebbene ci sia ancora da lavorare per superare alcune criticità quali la frammentarietà dell’assistenza ospedaliera, nonché per limitare le disomogeneità di prestazioni presenti sia a livello interregionale sia intraregionale”. A dirlo è stato il direttore generale di Agenas Domenico Mantoan, presentando l’edizione 2020 del Pne sui dati del 2019, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità e con il Dipartimento di Epidemiologia della Asl Roma 1. Mantoan ha poi ribadito come “l’impegno di Agenas,  che anche con il Pne prosegue la sua attività di ricerca e di supporto nei confronti del ministro della Salute, delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano” rimanga costante “nella definizione di una maggior efficacia degli interventi sanitari, nonché di qualità, sicurezza e umanizzazione delle cure”.

L’edizione 2020 analizza 177 indicatori (72 sugli esiti e i processi assistenziali, 75 sui volumi di attività e 30 sui tassi di ospedalizzazione) in relazione ai seguenti ambiti clinici: cardio e cerebrovascolare, digerente, muscolo-scheletrico, pediatrico, ostetrico e perinatale, respiratorio, oncologico, urogenitale e malattie infettive.

 “Nel corso di questi anni Agenas – ha dichiarato il presidente Enrico Coscioni – attraverso il Pne si è concentrata nella valutazione comparativa tra soggetti erogatori, quali aziende sanitarie – ospedali pubblici e privati accreditati – oltre che tra gruppi di popolazione, osservando un costante miglioramento delle strutture le cui aree cliniche si collocano in molti casi a livelli di qualità alti o molto alti. Si tratta di importanti risultati che ci stimolano a proseguire nella direzione di un ampliamento delle attività oggetto di indagine senza, ovviamente, mai dimenticare l’importanza nella qualità dei dati come dimostrano gli oltre 3.000 audit condotti”.

Alla presentazione è intervenuto il ministro della Salute Roberto Speranza che ha insistito sulla necessità di riformare e migliorare il Ssn: “Più risorse e risorse spese meglio: questa  è la doppia sfida. Perché non si può immaginare una riforma in una fase in cui si taglia”. Purtroppo, ha continuato il ministro, “nella storia del nostro Paese attorno alla parola ‘riforme’ si sono nascosti tagli, contrazioni, riduzione dei servizi. Noi, invece, dobbiamo poter riformare e migliorare il nostro Servizio sanitario nazionale in una nuova fase espansiva. E ciò dovremmo farlo da subito, anche in questa fase difficile che stiamo attraversando”.

In che modo? Secondo il ministro, “i prossimi mesi sono quelli in cui dobbiamo tenere insieme due obiettivi, che sembrano diversi, ma che in realtà sono connessi tra loro. Da una parte c’è la lotta contro il Covid, quindi dobbiamo provare ad accelerare e a resistere, dall’altra parte però è necessario programmare il servizio sanitario del futuro”. Due questioni “da tenere insieme”.

Secondo Speranza occorre “gestire questa emergenza così complessa e al tempo stesso programmare e progettare il futuro. Avere cioè  una visione che non guarda solo alle prossime settimane e ai prossimi due mesi, che sono quelli che ci preoccupano di più in questo momento, ma guardare ai prossimi anni con le lenti di chi pensa che davvero nel Servizio sanitario nazionale c’è la risorsa più preziosa che abbiamo, la possibilità di offrire cure di qualità, cure giuste e cure universaliste, secondo l’impianto della nostra Costituzione, a ogni singolo cittadino del nostro Paese”.

E in questa sfida “ci sono il progetto del Recovery, le risorse del Fondo sanitario nazionale, l’impegno delle Regioni, con cui dobbiamo lavorare insieme”. Ma per Speranza è necessario un lavoro di monitoraggio.  “Da questo punto di vista – ha evidenziato – il Programma nazionale esiti è importante perché per capire dove devi andare e puoi andare, devi capire dove sei, qual è la fotografia dell’oggi, quali sono i punti di forza e di debolezza, i passi avanti fatti. Dobbiamo avere un controllo continuo, attento e puntuale di quello che avviene” per poter “costruire il domani”.