Covid, Di Giorgi (Pd): “Il medico interno alle scuole? Sarebbe una svolta”

03 Marzo 2021

Intervista alla deputata dem: “Gli istituti sono sicuri. Servono controlli e tamponi a tappeto”. La proposta Fnopi dell’infermiere scolastico? “Sono d’accordo”

di Marta Tartarini

Il primo Dpcm targato governo Draghi arriva mentre il Paese è alle prese con le varianti del virus e sotto la morsa di una curva dei contagi in ripresa. Dal 6 marzo al 6 aprile (lasso di tempo in cui sarà in vigore) nessun allentamento delle misure, quindi. Anzi, casomai, un decreto che impatterà in maniera più forte sulla scuola. In base al testo licenziato ieri sera, infatti, nelle zone rosse la sospensione dell’attività didattica riguarderà gli istituti di ogni ordine e grado, comprese scuole dell’infanzia ed elementari. Nelle aree con più alti contagi, che si trovano nelle zone arancioni e gialle, inoltre, le Regioni potranno disporre chiusure. 

Perché la scuola diventa sorvegliata speciale? Ma, soprattutto, cosa mettere in campo per garantire più controlli e garantire maggiore prevenzione sanitaria negli istituti? Nursind Sanità ne ha parlato con la deputata del Pd Rosa Maria Di Giorgi, componente della commissione Cultura e Istruzione. “Dobbiamo fare di tutto per non chiudere le scuole, sono un luogo sicuro”, ha detto subito al nostro giornale. Secondo Di Giorgi, poi, rintrodurre il medico interno agli istituti scolastici “sarebbe veramente la svolta, indipendentemente dal Covid”. E anche la proposta avanzata dalla Fnopi sull’introduzione dell’infermiere scolastico la trova d’accordo. 

Le scuole sono quindi un luogo di contagio?
Io credo che le scuole siano sicure, i protocolli all’interno sono rispettati. Oltretutto le scuole dei più piccoli vengono per lo più raggiunte a piedi o in auto e non con i trasporti pubblici.

Preoccupa di più la situazione delle superiori?
Io credo che i ragazzi in aula siano protetti ma i comportamenti all’esterno non sono sempre corretti ed è evidente che serve una grande attenzione educativa da parte di tutti. La didattica a distanza è stata una triste necessità, ma nonostante il grande impegno degli insegnanti, i risultati non possono essere gli stessi della scuola in presenza, è appurato. Quindi dobbiamo fare di tutto per non chiudere le scuole: sono il cibo della mente.

Ma come si può allora contenere il contagio mantenendo le scuole aperte?
Servono più controlli, tamponi a tappeto e completare al più presto la vaccinazione degli insegnanti. So che ci sono casi, credo isolati, di docenti che rifiutano il vaccino ed è un grandissimo errore. Io credo sarebbe opportuno prevedere la obbligatorietà sia per il personale sanitario che per quello scolastico.

Per un maggior controllo e prevenzione sanitaria si parla da tempo di reintrodurre il medico interno alle scuole.
Questa sarebbe veramente la svolta, indipendentemente dal Covid: serve una struttura di controllo, verifica, monitoraggio dei comportamenti e dei sintomi, non solo relativi alla pandemia, ma per farlo servono più medici e più personale sanitario in generale. Credo che l’occasione che abbiamo sia rappresentata dal Recovery fund: con le risorse europee possiamo mettere in campo questo importante progetto a tutela della scuole e dei ragazzi.

Come valuta la proposta della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) di dotare ogni istituzione scolastica di un infermiere scolastico?
Sono assolutamente d’accordo. Potremmo coprire al meglio un numero maggiore di istituzioni scolastiche.