Covid, “Tutto in digitale e rinforzi tra i vaccinatori”: FdI si ispira a Israele

10 Marzo 2021

Intervista al deputato Gemmato: “Coinvolgere farmacisti, infermieri e Croce rossa”. Sieri made in Italy? “L’abbiamo chiesto un anno fa”

di Marta Tartarini

No all’obbligo vaccinale, sì al modello Israele per accelerare la campagna di vaccinazione e arrivare al più presto all’immunità di gregge. Fratelli d’Italia stila un primo bilancio della politica sanitaria del nuovo governo Draghi, a cui chiede un cambio di passo rispetto al passato. Il deputato e responsabile Sanità del partito, Marcello Gemmato, intervistato da Nursind Sanità, boccia la scelta di confermare al ministero della Salute Roberto Speranza e propone di ampliare a tutto il personale medico, compresi infermieri e farmacisti, la platea dei vaccinatori.

Gemmato, c’è discontinuità nel nuovo governo sul fronte delle politiche sanitarie?
Diciamo che è difficile fare peggio del governo precedente. E’ presto per dare un giudizio sul nuovo esecutivo in tema di sanità, ma già la conferma di Speranza dimostra come per ora non ci sia stato un segnale di discontinuità rispetto al passato.

Campagna vaccinale: è solo un problema di carenza di dosi?
C’è un evidente problema di carenza di vaccini, ma questo nasce da una responsabilità precisa, nasce cioè dalla scelta politica di affidarsi alla contrattazione europea per l’approvvigionamento delle dosi. Scelta che ci ha portato in un vicolo cieco. Ma anche una volta che ci saranno le dosi servirà comunque una distribuzione capillare.

Che idea avete per una campagna capillare ed efficace?
Noi come Fratelli d’italia abbiamo presentato un nostro piano che prende come modello Israele, è sintetizzabile in ‘no carta, no penna’, cioè prevede una massiccia informatizzazione di tutti i processi, con la creazione di una piattaforma informatica. L’altro pilastro fondamentale è che bisogna ampliare molto la platea di vaccinatori, quindi con la supervisione dei medici coinvolgere tutte le figure sanitarie come i farmacisti, gli infermieri, la Croce rossa. Infine, crediamo si debba vaccinare lontano dagli ospedali che sono potenziale luogo di contagio. Noi pensiamo sia meglio utilizzare la farmacia come luogo privilegiato di vaccinazioni, grazie anche alla sua presenza capillare.

E’ possibile una produzione nazionale di vaccini? Come valutate l’iniziativa del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti in questo senso?
La produzione nazionale noi l’abbiamo chiesta un anno fa, e allora eravamo in tempo. Quella del ministro è un’iniziativa interessante, ma non risolverà il problema in questa fase perché ne vedremo i frutti tra sei mesi. Una produzione nazionale potrà comunque servire per altri vaccini o per altre emergenze future.

Come valutate l’idea di un passaporto europeo che consenta una maggiore possibilità di movimento, anche in vista dell’estate, a chi è già vaccinato?
Premessa: noi siamo contrari a ogni forma di obbligo di vaccinazione, anche se siamo sostenitori dell’utilità della vaccinazione. Pensiamo che non si debbano schedare le persone, quello a cui bisogna puntare è raggiungere l’immunità di gregge per poter così consentire a tutti di essere liberi di muoversi.