Sanità, una legge per la trasparenza con i fornitori

07 Aprile 2021

Il Parlamento riprende in mano il “Sunshine Act”. Approvato in Commissione al Senato, ora attende la calendarizzazione in Aula. Poi di nuovo a Montecitorio per il sì definitivo

di Marta Tartarini

Il mondo della sanità deve essere una casa di vetro per ricostruire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie. Una questione sollevata già prima della pandemia ma che ora diventa ancora più urgente, alla luce di quanto la gestione del Covid ha messo a nudo in termini di inefficienze e disparità territoriali nelle forniture. Con tanto di inchieste aperte dalla magistratura, a cominciare da quella sull’approvvigionamento delle mascherine. Proprio su questo il Parlamento è al lavoro. Tant’è che la proposta di legge “Disposizioni in materia di trasparenza dei rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie”, dopo il via libera della Camera risalente a un anno fa (è stata licenziata dall’Aula il 4 aprile 2019, ndr), è tornata d’attualità. La settimana scorsa, infatti, il cosiddetto “Sunshine Act”, fortemente voluto dal Movimento cinque stelle, è stato approvato all’unanimità dalla commissione Sanità del Senato. Dopo mesi in cui se ne era persa traccia, dunque, la legge ora deve ricevere il disco verde di Palazzo Madama per poter tornare a Montecitorio per l’ok definitivo. Un iter che la presidente della Commissione Sanità, la senatrice di Italia Viva Annamaria Parente, spera sia veloce. Interpellata da Nursind Sanità, ha espresso l’auspicio che il testo diventi legge “entro l’estate, perché la trasparenza è importante, oggi più che mai. Questa legge – ha spiegato la presidente – sancisce il diritto alla conoscenza dei cittadini. Sulla trasparenza delle pubbliche amministrazioni c’era già l’impalcatura legislativa del codice civile ma qui parliamo dei rapporti diretti con i cittadini”.

Vediamo cosa prevede la legge. La proposta dispone all’articolo 1 che “le disposizioni della presente legge, per finalità di trasparenza nonché di prevenzione e contrasto della corruzione e del degrado dell’azione amministrativa, garantiscono il diritto alla conoscenza dei rapporti, aventi rilevanza economica o di vantaggio, intercorrenti tra le imprese produttrici di farmaci, strumenti, apparecchiature, beni e servizi, anche non sanitari, e i soggetti che operano nel settore della salute o le organizzazioni sanitarie”. Quindi ogni rapporto di lavoro, fornitura e servizi disposti da ogni singola Asl dovranno essere resi pubblici e accessibili ai cittadini.

L’articolo 3 spiega infatti che “sono soggette a pubblicità le convenzioni e le erogazioni in denaro, beni, servizi o altre utilità effettuate da un’impresa produttrice in favore di un soggetto che opera nel settore della salute, quando abbiano un valore unitario maggiore di 100 euro o un valore complessivo annuo maggiore di 1.000 euro e di un’organizzazione sanitaria, quando abbiano un valore unitario maggiore di 1.000 euro o un valore complessivo annuo maggiore di 2.500 euro”. La pubblicità e accessibilità è garantita tramite un sito internet istituzionale del ministero della Salute, ossia un registro pubblico telematico denominato ‘Sanità trasparente’ che dovrà essere “liberamente accessibile per la consultazione”, si legge nel testo, e “provvisto di funzioni che permettano la ricerca e l’estrazione delle comunicazioni, dei dati e degli atti”.

La legge si completa con multe salatissime per chi non adempie agli obblighi di trasparenza. “All’impresa produttrice che omette di eseguire la comunicazione telematica di cui all’articolo 3, nel termine ivi previsto, si applica, per ciascuna comunicazione omessa, la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di 1.000 euro aumentata di venti volte l’importo dell’erogazione alla quale si riferisce l’omissione”, recita l’articolo 6.

Ma perchè si è resa necessaria questa legge?  Gli estensori del M5s segnalano da tempo che nel mondo della salute si contano fenomeni di corruzione pari a 129 ogni anno, circa uno ogni tre giorni. Il senatore Cinque stelle Pino Pisani, relatore del provvedimento in commissione Sanità di Palazzo Madama, ha spiegato che quando sarà legge “i cittadini saranno a conoscenza delle relazioni che ci sono tra il loro medico e le aziende farmaceutiche. Questo fa parte di quel percorso di trasparenza, necessario per avere un Servizio sanitario nazionale più trasparente, con meno rischi di corruzione e quindi più efficiente”.

L’obiettivo, ha detto a Nursind Sanità il parlamentare pentastellato, è “far venire alla luce i rapporti che hanno rilevanza economica, che intercorrono tra le imprese produttrici di farmaci, strumenti e apparecchiature, e i soggetti che operano nel settore sanitario. Per far questo ci sarà un registro pubblico, liberamente accessibile per la consultazione e si prevedono sanzioni per le imprese produttrici che ometteranno di trasmettere le comunicazioni telematiche. Un disegno di legge pensato per fare chiarezza e per contrastare qualsiasi rischio di corruzione in sanità. Mi auguro- ha concluso Pisani- che venga calendarizzato presto nell’Aula del Senato per poter poi tornare alla Camera e diventare legge dello Stato”.