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Def 2021, l’emergenza Covid manda in soffitta la stagione dei tagli alla sanità

16 Aprile 2021

La pandemia spinge in alto la spesa per il Ssn. I circa 20 miliardi previsti nel quinquennio 2020-2024 vengono raddoppiati con il Recovery plan

di U.S.V.

L’inversione di marcia è netta, almeno sulla carta. Dopo anni di tagli, il flagello Covid ha costretto l’Italia a foraggiare la sanità come mai era accaduto prima. Parliamo di circa 20 miliardi nel quinquennio 2020-2024, cui si aggiungono altri 20 miliardi che fanno capo al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

La fotografia arriva dal Def 2021 (Documento di economia e finanza), appena varato dal Governo. Riepilogando gli impegni del 2020, le misure hanno iniettato complessivamente 8,2 miliardi l’anno scorso, cui si aggiungono 1,3 miliardi nel 2021, 1,9 miliardi nel 2022 e 1,4 miliardi sia nel 2023 che nel 2024. Nel dettaglio, sono stati assegnati 3,4 miliardi nel 2020 e 300 milioni nel 2021 al Commissario straordinario per l’emergenza e al Dipartimento per la Protezione civile “per l’acquisto di dispositivi medici, di protezione individuale e di sostanze germicida, per il potenziamento della capienza delle strutture ospedaliere e per l’acquisizione di apparecchiature per i reparti di terapia intensiva e sub-intensiva”. Quasi 3 miliardi nel 2020 sono andati invece al rafforzamento delle “reti ospedaliere, quelle di assistenza territoriale pubblica in regime convenzionato e quelle domiciliari”. Infine, con 1,2 miliardi l’anno scorso sono stati finanziati “l’assunzione e l’incremento delle prestazioni di lavoro straordinario di medici e personale sanitario anche militare e l’aumento del numero di borse di studio degli specializzandi”. Inoltre, il livello di fabbisogno sanitario nazionale è ulteriormente incrementato per 0,2 miliardi nel 2020, 0,5 miliardi nel 2021, 1,5 miliardi nel 2022 e 1 miliardo dal 2023 al 2031.

Al susseguirsi tambureggiante dei decreti dell’anno scorso si è aggiunta, a fine anno, la legge di Bilancio 2021. Il fondo del Servizio sanitario nazionale è stato così incrementato di 1 miliardo per quest’anno e il piano strategico per la somministrazione dei vaccini anti-Covid ha ricevuto 644 milioni nell’anno in corso, mentre l’acquisto dei preparati e dei farmaci correlati ha a disposizione 400 milioni. Poi ci sono i circa 800 milioni per l’indennità di esclusiva dei medici, per quella degli infermieri e per l’aumento dei contratti di formazione specialistica dei medici. Considerando anche i 30 milioni per l’edilizia sanitaria e l’ammodernamento tecnologico e 171 milioni di altri interventi, l’impegno totale sul settore sanitario nel 2021 ammonta a 2.811 milioni, cifra che scende a 706 milioni nel 2022 e galleggia intorno ai 400 milioni l’anno nel biennio successivo.

Rispetto al finanziamento del Ssn, il Def ricorda che gli anni 2020 e 2021 hanno già visto uno stanziamento di “circa 4 miliardi annui in più rispetto ai valori condivisi in sede” di Patto per la Salute 2019-2021. L’asticella 2021 arriva infatti a 121,9 miliardi, rispetto ai 117,9 miliardi fissati in sede pattizia. Inoltre, nel documento il ministro dell’Economia, Daniele Franco, sottolinea che il “Ministero della Salute ha attivato dei tavoli di confronto” con le Regioni “per lo sviluppo di alcune tematiche” del Patto che ancora vanno approfondite, come la governance dell’assistenza farmaceutica, la mobilità sanitaria interregionale, la revisione del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria o il finanziamento della ricerca.

L’emergenza Covid, però, ha continuato a mordere nell’anno in corso. Ecco perché sono state messe in campo altre risorse con il primo scostamento da 32 miliardi, votato a gennaio, quando ancora c’era il Governo Conte. Al settore della sanità sono andati 4,6 miliardi nel 2021, con 2,8 per l’acquisto di vaccini e farmaci anti-Covid, nonché incentivi alla produzione nazionale. Per rafforzare il piano di immunizzazioni sono arrivati altri 700 milioni, indirizzati soprattutto ad allargare la platea dei vaccinatori, con l’inclusione dei “medici di medicina generale dei medici specialisti ambulatoriali convenzionati interni, dei pediatri di libera scelta, degli odontoiatri, dei medici di continuità assistenziale dell’emergenza sanitaria territoriale e della medicina dei servizi”, alla logistica, allo stoccaggio e alle campagne di informazione. Al Commissario straordinario sono andati altri 850 milioni e 200 milioni sottoforma di agevolazioni finanziarie per la “ricerca e riconversione industriale del settore biofarmaceutico alla produzione di nuovi farmaci e vaccini” contro “le patologie infettive”. Senza dimenticare ulteriori 10 milioni di altri interventi per il personale sanitario.

Un ultimo riferimento interessante del Documento di economia e finanza riguarda la spesa farmaceutica, con i vincoli, ricorda il ministro Franco, modificati dalla Manovra 2021. Il tetto della spesa convenzionata scende così dal 7,96% al 7% del livello di finanziamento del Ssn. Mentre l’asticella della spesa per acquisti diretti sale dal 6.89% al 7,85%. Il valore complessivo, dunque, rimane fermo al 14,85%, ma “le due percentuali possono essere modificate annualmente in sede di predisposizione” della legge di Bilancio su proposta del ministero della Salute, d’intesa con il Mef e sentita l’Aifa.