Lotta alle epidemie? Abbiamo scherzato. E nel Pnrr sparisce il Centro di eccellenza

26 Aprile 2021

Rispetto alle bozze dei giorni scorsi nessuna traccia del progetto di un polo ad hoc finanziato con un miliardo. Per il resto, alla salute vanno 20,22 miliardi

di Pa.Al. e U.S.V.

La convinzione diffusa è che nulla sarà più come prima dopo l’era Covid-19. La speranza sarebbe invece di uscirne migliori, a partire proprio dalla capacità di far tesoro dell’esperienza nell’azione di contrasto alle future epidemie. Il Recovery plan pareva in effetti lo strumento adatto per dare concretezza a questa sfida, eppure dalle parti del Governo, e del ministero della Salute in particolare, non sembrano aver appreso la dura lezione che sta arrivando dalla spiacevole vicenda dei mancati aggiornamenti del piano pandemico.

Ecco così che dalla versione del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) mandata alle Camere, e su cui il premier Mario Draghi riferirà oggi a Montecitorio e domani al Senato, sparisce il “Centro di eccellenza per le epidemie”, progetto che risultava invece presente nelle bozze dei giorni scorsi con il ragguardevole finanziamento di un miliardo. Eppure, è convinzione diffusa che la piaga del Covid non resterà un fatto isolato nel prossimo futuro. Dunque, sarebbe auspicabile farsi trovare pronti.

Non a caso, le bozze del Piano di qualche giorno fa descrivevano così il progetto di un polo ad hoc: “L’andamento delle epidemie nel XXI secolo segnala la necessità di un’attenzione particolare alla circolazione e diffusione dei virus, in particolare dovuti a fenomeni di spillover. L’individuazione, su base nazionale competitiva, di un centro di eccellenza per le epidemie consentirà una più pronta ed efficace risposta della comunità scientifica nazionale rispetto al sequenziamento del virus e alle correlate esigenze di ricerca e sviluppo per la cura e il contenimento delle conseguenti malattie”. Belle parole cancellate tout court assieme all’iniziativa e allo stanziamento durante i febbrili ritocchi degli ultimi giorni al Pnrr.

Per il resto, vengono stanziati complessivamente 20,22 miliardi per la salute, sesta missione del Piano, allo scopo di migliorare la prevenzione, garantire accesso equo alle cure, rafforzare la sanità territoriale, modernizzare e digitalizzare il Ssn. In dettaglio, sono assegnati 15,63 miliardi con la Recovery and Resilience Facility (Rrf) del Pnrr, cui si aggiungono 2,89 miliardi del Fondo complementare per i progetti esclusi dal Recovery plan e 1,71 miliardi dello strumento React-Eu, per un totale, appunto, di 20,22 miliardi. Due le componenti: in primis le reti di prossimità e la medicina territoriale che incassa in totale 9 miliardi; in secondo luogo la voce “innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale” che ottiene 11,22 miliardi.