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Sanità, “Acceleriamo per consentire visite sicure agli anziani nelle Rsa”

04 Maggio 2021

Intervista al sottosegretario alla Salute Costa che sull’obbligo vaccinale per i sanitari dice: “Non si è mai arrivati alla sospensione di medici o infermieri”

di Marta Tartarini

Mentre le vaccinazioni stanno andando avanti e l’Italia tenta una ripartenza graduale con le aperture, il Governo cerca di affrontare anche il nodo delle visite agli ospiti delle Residenze sanitarie assistenziali-Rsa per “uniformare le regole sul territorio in tempi rapidi”. Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, in una intervista a Nursind Sanità, spiega che l’Esecutivo sta valutando lo strumento più veloce per permettere incontri ai parenti in sicurezza, che potrebbe essere anche “un procedimento ad hoc (un emendamento ad un decreto già presente o una nuova circolare)”. Costa poi fa un primo bilancio del decreto che ha introdotto l’obbligo di vaccinazione per i medici: “Ci risulta che in alcune realtà ci siano state alcuni spostamenti di operatori sanitari, ma non si è arrivati alle sospensioni”.

Iniziamo da un bilancio del decreto aperture, si è molto discusso del coprifuoco.
Capisco e condivido il tema del coprifuoco, io stesso pensavo che un’ora di apertura in più non avrebbe creato grandi difficoltà, ma la discussione su questo punto non deve fare passare in secondo piano il grande valore del decreto con cui il governo ha introdotto, come ci veniva chiesto da più parti, date precise che permettessero agli operatori di programmare la loro attività.

Quando sarà possibile allentare ulteriormente le restrizioni?
Se il quadro di contagi migliorerà e con la campagna vaccinale che sta accelerando, ci auguriamo di introdurre nuove aperture, faremo una verifica a metà maggio.

Sulle visite nelle Rsa c’erano già delle circolari del ministero della Salute, perché è necessario intervenire di nuovo?
Intanto, vorrei sottolineare che si tratta di un tema delicato e su cui credo abbiamo un dovere morale. Penso che la visita di un parente sia la cura più grande che un anziano possa ricevere. Sì, c’erano già delle circolari, ma non abbiamo visto sul territorio una risposta univoca: alcune Regioni si sono mosse, altre no. Quindi abbiamo deciso di dare pari diritti e regole omogenee a tutti.

Quali regole saranno introdotte per poter visitare i parenti?
Parliamo di strutture in cui praticamente il 100% degli ospiti è vaccinato: si tratta di accessi limitati in una situazione protetta. Credo che il modello possa essere quello del pass, ossia poter accedere se vaccinati, guariti dalla malattia o facendo un tampone rapido. L’importante è garantire la sicurezza e fare presto, per questo stiamo valutando quale strumento normativo utilizzare. Pensavamo ad un emendamento al decreto riaperture, ma questo potrebbe dilatare i tempi, quindi valutiamo altre possibilità come un’ordinanza o un altro veicolo normativo.

Per raggiungere la platea più vasta possibile di vaccinati, bisogna anche superare le resistenze degli indecisi e raggiungere i più anziani. Come fare?
A metà mese partirà una campagna di informazione con tanti testimonial, perché c’è bisogno di diffondere la fiducia nei vaccini. La storia di AstraZeneca non ci ha certo aiutato. Ma poi io mi appello ai medici di famiglia e ai farmacisti che hanno un rapporto forte con i propri pazienti e i cittadini, credo che la loro sia l’azione più efficace.

Poi c’è il capitolo varianti, quella indiana vi preoccupa?
La comunità scientifica sta studiando la questione e credo avremo a breve elementi in più. Dai primi studi pare che i vaccini reagiscano e questo è confortante. Inoltre, la diffusione da noi è molto circoscritta.

Quindi, le misure di limitazione dei voli sono sufficienti?
Con la stretta che abbiamo deciso possono rientrare dall’India, Sri Lanka e Bangladesh solo i cittadini italiani, quindi credo che le possibilità di nuovi arrivi siano praticamente azzerati.

Il governo ha appena varato il Pnrr e i sindacati dei medici si dicono delusi.
Le risorse per la sanità sono una grande occasione e saranno finalizzate in investimenti sulla medicina del territorio. Vogliamo incrementare l’assistenza domiciliare, la telemedicina, portare i servizi più vicini ai cittadini. Rispetto alle obiezioni, dico che la partita inizia ora e sarà un gioco di squadra. Abbiamo definito delle macroaree, ma i singoli progetti saranno dettagliati insieme alle Regioni e tutti i soggetti saranno coinvolti e potranno dare il loro contributo.

Veniamo al green pass. Saranno rispettati i tempi e superate le obiezioni del Garante della privacy?
Io credo che un sistema per spostarsi in sicurezza sia necessario: oltre ai tre criteri che abbiamo condiviso per far circolare i cittadini ora potrebbe esserci una novità. Una risoluzione approvata al Senato chiede al Governo di valutare anche un quarto elemento che mi sembra di buon senso, ossia il test sierologico, perché in effetti è possibile avere ancora gli anticorpi anche se si è contratta la malattia più di 6 mesi fa. Sul rispetto della privacy c’è l’impegno del governo ad approfondire la questione: se servono misure per rispondere al Garante c’è la massima disponibilità.

Obbligo vaccinale per gli operatori sanitari. A un mese dal decreto le misure stanno funzionando?
Mi risulta che in qualche realtà ci siano stati degli spostamenti, sono numeri limitati e non si è mai arrivati alla sospensione di medici o infermieri. Un mese può apparire tanto tempo ma, considerando tutti gli adempimenti necessari previsti dalla legge, è un lasso di tempo limitato, comunque credo che il provvedimento stia funzionando anche come moral suasion rispetto a chi era indeciso.