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Covid, “I giovani grandi dimenticati. Ora lo psicologo nelle scuole”

12 Maggio 2021

Parla la senatrice Ronzulli (FI), presidente della commissione per l’Infanzia e l’Adolescenza. Dopo l’ok in Usa a Pfizer per i 12-15enni dice: “Aspettiamo l’Ema, ma confido che dopo l’estate si parta anche da noi”

di Marta Tartarini

Di fronte ai disturbi, anche gravi, che si registrano tra i bambini e gli adolescenti dopo il lockdown, con la chiusura delle scuole, bisogna “potenziare, in tutta Italia, l’assistenza sanitaria e psicologica per i più piccoli”. Una delle azioni da mettere in campo è “l’inserimento della figura dello psicologo nelle scuole”. Ne è convinta la presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, Licia Ronzulli, che, in una intervista a Nursind Sanità, affronta anche il nodo della vaccinazione pediatrica. All’indomani del via libera, negli Stati Uniti, al vaccino Pfizer/BioNTech per gli adolescenti di età compresa tra 12 e 15 anni, la senatrice di Forza Italia si dice convinta che, nel nostro Paese, la campagna vaccinale per i più giovani potrà iniziare alla fine dell’estate, dopo l’approvazione del farmaco da parte dell’Agenzia europea del farmaco .

Partiamo dalla fase più acuta della emergenza: secondo lei si è trascurato l’impatto del lockdown e delle misure restrittive, in particolare la chiusura delle scuole, su bambini e adolescenti?
Assolutamente sì, lo denuncio da tempo. I più piccoli sono stati i grandi dimenticati nella gestione di questa pandemia e, a causa della Dad, hanno perso competenze e socialità in una fase fondamentale della loro vita, quella in cui si forma la personalità. La scuola non è solo formazione, ma anche condivisione, complicità, un’esperienza che aiuta a crescere. Per più di un anno bambini e adolescenti hanno dovuto rinunciare a tutto questo.

Quali problemi si riscontrano ora nei giovani?
Si passa da disturbi dell’attenzione a casi di autolesionismo. Come ha denunciato il professor Stefano Vicari, noto neuropsichiatra infantile, nella popolazione più giovane c’è stata una preoccupante impennata dei tentativi di suicidio.

Il Sistema sanitario nazionale è preparato ad affrontare questa situazione?
Per fortuna esistono strutture sanitarie d’eccellenza per i minori, come l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù a Roma, il reparto pediatrico del San Raffaele o il Santobono a Napoli, ma di certo l’assistenza sanitaria e psicologica per i più piccoli va potenziata in tutta Italia.

Lei ha proposto l’inserimento dello psicologo nelle scuole: concretamente, quale dovrebbe essere la sua funzione?
Come dicevo, la pandemia ha provocato molti disturbi, alcuni dei quali preoccupanti, per bambini e ragazzi in età scolastica. Per questo ho chiesto al Governo di prevedere la presenza dello psicologo nelle scuole di ogni ordine e grado, così da poter individuare e, quando possibile, prevenire, problemi che altrimenti rischiano di diventare patologici. Il Governo ha accolto questa richiesta, approvando un ordine del giorno, collegato al decreto Sostegni, che è stato sottoscritto da tutta la maggioranza.

Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza ci sono 4,6 miliardi stanziati per l’infanzia. Come dovrebbero essere utilizzati? Su quali progetti specifici di deve puntare per evitare che le risorse vengano disperse?
Su questo specifico tema ho scritto una lettera aperta al presidente Mario Draghi, sono quindi soddisfatta del fatto che importanti risorse siano destinate ai servizi per l’infanzia. Più nidi e mense, tempo pieno, digitalizzazione delle scuole si traducono in aiuti per i genitori e soprattutto per le mamme, che potranno conciliare meglio lavoro e famiglia. Nessuna donna dovrebbe essere costretta a scegliere tra carriera e cura dei figli.

Negli Usa c’è stato il via libera al vaccino Pfizer per i 12-15enni. Nel nostro Paese quando potremo vaccinare i ragazzi e i bambini?
E’ stato chiesto un parere all’Agenzia europea del farmaco, e bisognerà, ovviamente, attendere la sua decisione. Personalmente, credo si debba vaccinare quanto prima e il più possibile, e confido che dalla fine dell’estate possa partire la campagna vaccinale anche per i più giovani.

C’è chi solleva dubbi sulla vaccinazione in età pediatrica, crede che servano ulteriori approfondimenti?
Se la scienza valuterà che i vaccini sono sicuri anche per i più piccoli non c’è nessun motivo per non somministrarli anche a loro. Su questo tema l’ideologia spicciola non può trovare spazio alcuno. Le vaccinazioni hanno consentito di sconfiggere malattie pericolose, come il vaiolo, e ancora oggi alcune vaccinazioni sono obbligatorie per i bambini.

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