Decreto Covid, operatori sanitari punibili solo per “colpa grave”

12 Maggio 2021

Approvato all’unanimità l’emendamento sullo scudo penale in Commissione Giustiza del Senato

di NS

Lo scudo penale per medici e infermieri è stato approvato al Senato. L’emendamento presentato dal relatore del decreto Covid-giustizia, Gianclaudio Bressa, ha ricevuto infatti il disco verde in commissione Giustizia, insieme alla modifica a prima firma Elvira Evangelista, senatrice del M5s e vicepresidente della II Commissione.

A lanciare un appello a tutte le forze politiche nella tarda mattinata di oggi affinché lo scudo venisse approvato era stato il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, richiamandole proprio “in occasione della Giornata internazionale dell’infermiere” ad “essere vicine alle categorie che tanto hanno aiutato il Paese in un momento così difficile”.

Come muta in sostanza la forma di tutela per i sanitari già prevista all’articolo 3 del dl 44- 2021 ma solo per i sanitari impegnati nella vaccinazione? In pratica, è previsto che i fatti di cui agli articoli cui 589 e 590 del Codice penale, commessi nell’esercizio di una professione sanitaria e che trovano causa nella situazione di emergenza, siano punibili “solo nei casi di colpa grave”.


“Abbiamo chiamato eroi i nostri operatori sanitari che hanno dovuto combattere una vera e propria guerra contro un virus sconosciuto. Adesso è il momento di proteggerli e lo facciamo grazie a un emendamento del Movimento cinque stelle approvato, insieme all’emendamento del relatore, al decreto Covid”, è il commento di Evangelista. Ai fini della valutazione del grado della colpa, si legge nell’emendamento a sua prima firma e che Nursind Sanità ha visionato, “il giudice tiene conto, tra i fattori che ne possono escludere la gravità, della limitatezza delle conoscenze scientifiche al momento del fatto sulle patologie da Sars-Cov-2 e sulle terapie appropriate, nonché della scarsità delle risorse umane e materiali concretamente disponibili in relazione al numero dei casi da trattare, oltre che del minor grado di esperienza e conoscenze tecniche possedute dal personale non specializzato impiegato per far fronte all’emergenza”.

Questo perché, conclude la senatrice, “non si può non tenere conto della situazione e del contesto in cui i nostri sanitari hanno operato durante quest’anno per far fronte al Covid-19 e non è giusto che gli operatori si ritrovino a pagare per colpe non loro. Ciò anche nell’interesse dei cittadini che devono poter contare su medici che non siano terrorizzati dal fare il proprio lavoro”. Parla di “un provvedimento giusto” il ministro della Salute Roberto Speranza, di un emendamento “che ha visto impegnati insieme il ministero della Salute e quello della Giustizia” e che “dà un segnale importante a chi ha lavorato in primissima linea in una fase così dura ed ha aiutato il Paese con il massimo dello sforzo e dell’impegno”.

Soddisfatta anche la Fnomceo– Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri: “Un grande passo in avanti – è il commento del presidente Filippo Anelli -, perché la limitazione della responsabilità penale ai soli casi di colpa grave non è più limitata alle vaccinazioni, ma riguarda tutta l’attività prestata durante lo stato di emergenza epidemiologica dovuta al Covid”.