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Covid e la frontiera del vaccino in pillole, “I primi risultati? Incoraggianti”

17 Maggio 2021

Giovanni Sarnelli, cofondatore di Nextbiomics, spiega i dettagli del progetto made in Italy: “Sfruttiamo le capacità naturali del sistema immunitario dell’intestino, dando vita ad anticorpi spike”

di Marta Tartarini

Un vaccino che non ha bisogno di hub, personale medico per la somministrazione e catena del freddo per la conservazione, cioè una semplice pillola. Non è un sogno ma un progetto a cui lavorano tre professori italiani e potrebbe dare i suoi frutti nel giro di un anno. Giovanni Sarnelli, docente di Gastroenterologia presso l’Università Federico II di Napoli, Giuseppe Esposito, farmacologo presso l’Università Sapienza di Roma, e Walter Sanseverino, biotecnologo e amministratore delegato della start-up spagnola Sequentia Biotech, stanno sperimentando un vaccino orale che utilizza un probiotico, quindi un fermento, per sviluppare l’immunità contro il Covid. I tre studiosi sono soci co-fondatori della Nextbiomics, società biotech che nasce come spin-off dell’Università Federico II. Il professore Sarnelli (nella foto), intervistato da Nursind Sanità, fa il punto sul progetto che offre grandi speranze per una soluzione “efficace e molto tollerata”.

A che punto siete, professore?
Stiamo lavorando su una idea nuova, un vaccino orale con caratteristiche completamente diverse da quelle dei prodotti presenti sul mercato, cioè usiamo un probiotico in commercio che ha effetti benefici sull’organismo, cucendogli addosso una proteina. Sfruttiamo insomma le capacità naturali del sistema immunitario dell’intestino, dando vita ad anticorpi spike.

Su che tipo di soggetti state facendo la sperimentazione?
Siamo lontani dai test sull’uomo, ora lo stiamo testando sui topi e abbiamo depositato una domanda di brevetto per la pillola anti-Covid. Sugli animali stiamo facendo un ciclo di 17 settimane con una pillola somministrata per 5 giorni.

I primi risultati fanno ben sperare?
Sono molto incoraggianti, il sistema funziona bene ed è ben tollerato. Abbiamo osservato una estrema tollerabilità e sicurezza.

In che tempi potrà essere pronto il vostro vaccino orale?
Il passaggio da topo a uomo è delicato e presuppone diversi dosaggi e somministrazioni, per cui è difficile fare stime precise, ma con un moderato ottimismo potrebbe essere pronto tra un anno. Le incognite nascono anche dagli aspetti amministrativi e burocratici, su cui abbiamo bisogno di supporto, ma con l’emergenza Covid abbiamo visto che possono essere superati. Prima della pandemia era impensabile avere un vaccino pronto in un anno e invece ora abbiamo diversi sieri in commercio.

Quali sono i vantaggi di una pillola rispetto ai prodotti usati in questa fase?
Il vaccino orale richiede una tecnologia molto semplice, non ha bisogno di un assetto organizzativo complesso con hub vaccinali e personale medico dedicato, e non ha bisogno di accortezze nella distribuzione legate alla temperatura. Insomma, una volta prescritto può essere autosomministrato. Questo semplifica molto l’organizzazione e abbatte i costi.

Un vaccino così sembra fatto apposta per i Paesi più poveri che non possono garantire una organizzazione logistica complessa.
E’ proprio così, Il nostro progetto è visionario perché parla al Nord del mondo ma anche al Sud, sarebbe proprio un vaccino adatto ai Paesi in via di sviluppo, ma non solo.

A quali altre situazioni si adatta?
Potrebbe essere usato come boosters per il richiamo. Cioè dopo la prima dose, somministrata con un vaccino attualmente in commercio, il richiamo potrebbe essere fatto con una pillola, semplificando di molto la somministrazione e l’organizzazione.

Può essere destinato, eventualmente, anche ai bambini?
Certo, è una soluzione molto fisiologica. Noi sappiamo che le difese immunitarie sono per il 70% nell’intestino. Quello del nostro intestino è un sistema efficace ed efficiente e i probiotici sono bel tollerati anche nei bambini.

Un’altra frontiera della ricerca è quella del vaccino spray, crede sia efficace?
E’ una ulteriore chance che abbiamo, ci sono già vaccini per altre malattie che si somministrano con lo spray e sappiamo che le mucose del naso sono ugualmente efficaci.

Il vostro vaccino, se supererà tutte le prove previste, potrà essere prodotto in Italia?
Assolutamente sì, in Italia si producono probiotici e abbiamo biofermentatori. Nel nostro Paese c’è la tecnologia necessarie e sono presenti le fabbriche che potrebbero produrlo.

A un prezzo abbordabile?
Sì perchè il probiotico in commercio costa circa 1 euro a bustina, la nostra pillola, stimiamo, non costerà molto di più.

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