Sanità oltre il Covid: scatta l’allarme per il papilloma virus

08 Giugno 2021

Già prima della pandemia le coperture vaccinali anti-Hpv erano in calo drammatico, soprattutto tra le ragazze. Il tema arriva in Parlamento e il Pd: “L’emergenza ha aggravato la situazione”

di U.S.V.

Ora che la pandemia ha iniziato, lentamente, a mollare la presa, l’attenzione si sposta via via su tutto il resto, sulle prestazioni non-covid che negli ultimi 15 mesi il sistema sanitario ha lasciato indietro in nome dell’emergenza. Il quarto report Salutequità ha tratteggiato un quadro allarmante, con 1,3 milioni di ricoveri saltati nel 2020, +40% di rinunce alle cure e oltre 2 milioni di screening oncologici in meno, giusto per citare qualche dato.

Il cancro, appunto. Se parliamo di virus e campagne vaccinali, grande preoccupazione sta destando l’affievolirsi del contrasto al papilloma virus (Hpv), che è tra l’altro la principale causa di tumori della cervice uterina (oltre il 70% del totale). Le coperture immunizzanti tra maschi e femmine, già al 31 dicembre 2018, mostravano un calo nella media della popolazione, in particolare tra le ragazze. Infatti, con riferimento alla coorte del 2006, risultava aver ricevuto il ciclo completo il 40,34% delle ragazze rispetto al 68,93% della coorte del 2003.

L’allarme è arrivato persino in Parlamento e giusto venerdì scorso la deputata del Pd Lia Quartapelle (nella foto) ha presentato un’interrogazione al ministero della Salute in cui si sottolinea: “La pandemia Covid-19 ha messo il sistema sanitario italiano sotto un livello di tensione senza precedenti, provocando un rallentamento delle vaccinazioni”. L’atto di sindacato ispettivo cita uno studio dello stesso dicastero, risalente a metà 2020, in cui si legge che “a livello nazionale la vaccinazione anti-Hpv è quella segnalata in un maggior numero di risposte come quella la cui somministrazione è stata maggiormente ridotta”.

Peraltro, nel febbraio scorso la Commissione Ue ha adottato il piano “Europe Beating Cancer” che prescrive, per eliminare il cancro della cervice uterina, la vaccinazione di almeno il 90% della popolazione target dell’Unione europea di ragazze, ma prevede anche di aumentare significativamente la copertura dei ragazzi entro il 2030. Obiettivi che oggi appaiono ancora lontanissimi.

L’esigenza di innalzare i livelli di immunizzazione è dunque impellente, ma qualcosa in giro per l’Italia si muove. A Palermo, per esempio, sono stati organizzati due “open weekend”, quello appena trascorso e il prossimo, dedicati alle vaccinazioni non-covid, tra cui quella anti-Hpv, per tutti i giovani di età compresa tra i 12 e i 18 anni. Mentre in questi giorni anche l’Azienda Usl di Parma sta contattando i genitori dei nati nel 2007-2008 per invitare i ragazzi a immunizzarsi contro il papilloma virus.