Uno psicologo in ogni Asl. Il Senato discute la legge

18 Giugno 2021

La figura è già presente in Paesi come Olanda e Regno Unito. In Italia nelle strutture pubbliche sono solo 5mila i professionisti. Ora il ddl a prima firma Boldrini (Pd) è stato incardinato in commissione Sanità

di Marta Tartarini

Introdurre la figura dello psicologo di cure primarie in ogni Azienda sanitaria locale per far fronte al crescente disagio psicologico, anche dovuto agli effetti della pandemia. Lo prevede il disegno di legge del Pd, prima firmataria la senatrice Paola Boldrini (nella foto), che è già incardinato nella commissione Sanità di palazzo Madama per l’iter di approvazione. Oggi gli psicologi assunti nelle strutture pubbliche sono solo 5.000, “sono pochissimi, dobbiamo arrivare gradualmente ad uno ogni 10 mila abitanti”, sottolinea la parlamentare che spiega a Nursind Sanità come la sua proposta nasca da esperienze già presenti sul territorio nazionale e sia stata presentata nel 2020. “Un tempo gli psicologi erano presenti nelle Asl ma con i tagli alla sanità il personale si è sempre più ridotto di numero. La presa in carico, con supporto psicologico di cure primarie, era già prevista dalla legge Balduzzi del 2012 – sottolinea – ed era definita anche nel decreto Lea del 2017 ma è rimasta in gran parte sulla carta. Ora alla luce della pandemia è ancora più urgente”.

All’articolo 2 del testo si legge che “le aree di intervento su cui lo psicologo di cure primarie è chiamato ad intervenire sono: problemi legati all’adattamento quali lutti, perdita del lavoro, separazioni e malattie croniche; problemi legati a fasi del ciclo di vita; disagi emotivi transitori ed eventi stressanti; sostegno psicologico alle diagnosi infauste e alla cronicità o recidività delle malattie; scarsa aderenza alla cura; richiesta impropria di prestazioni sanitarie; supporto all’équipe dei professionisti sanitari”. E l’articolo 1 spiega che “in ogni azienda sanitaria locale è istituito il servizio di psicologia di cure primarie, strutturato a livello di distretto sanitario, caratterizzato da costi contenuti e contraddistinto da una rapida presa in carico della persona, con il compito di garantire benessere psicologico di qualità nella medicina di base, nei servizi e presidi sanitari e socio-sanitari territoriali in prossimità alla realtà di vita dei cittadini, delle famiglie e delle comunità, garantendo un primo livello di servizi di cure psicologiche di qualità, accessibile, efficace, economicamente efficiente e integrato con gli altri servizi sanitari e socio-sanitari, sviluppando una rete di collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, nonché con gli altri professionisti sanitari e socio-sanitari presenti sul territorio”.

Gli psicologi saranno quindi assunti “con fondi propri dalle regioni, in un rapporto di riferimento di uno psicologo ogni cinque medici di medicina generale e pediatri di libera scelta”. L’assunzione di psicologi, sottolinea Boldrini, “avrà inizialmente un costo ma crediamo che gradualmente comporterà un risparmio, perché saranno ridotte le cure e si potranno evitare ricoveri di persone che non vengono prese in carico al sorgere del disagio”.

 Il ddl prende spunto da leggi regionali come quelle dell’Umbria e della Puglia e da altre esperienze sperimentali che ci sono in Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia. Inoltre, Paesi come Olanda, Canada e Regno unito hanno già questa figura. Annamaria Parente, presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato nel giorno in cui il disegno di legge è stato incardinato ha sottolineato che il lavoro della commissione “è in linea con quanto stiamo facendo con il Pnrr”. La senatrice di Italia viva ha sottolineano l’importanza dell’apporto degli psicologi perché “non sia rimossa l’esperienza del Covid ma neanche l’estremo opposto, ovvero che si resti bloccati nella dimensione dell’emergenza”. E ha invitato infine a lavorare sulle èquipe multidisciplinari, “perché la figura dello psicologo è trasversale e possiamo pensare a una formazione finalizzata all’interconessione delle discipline di tutte le figure sanitarie professionali, con un approccio che guardi alla persona nella sua interezza e non solo come corpo”.

Sui tempi dell’iter parlamentare Boldrini spiega: “In Commissione abbiamo già fatto le audizioni e non credo che da parte degli altri partiti ci saranno preclusioni, non mi aspetto problemi dagli altri gruppi con cui lavoriamo positivamente. Spero che entro la legislatura questa proposta possa diventare legge. Si tratta di un provvedimento che rientra in un pacchetto più ampio di interventi con cui cerchiamo di dare sollievo alle persone che a causa del covid vivono stress psicologico causato da lutti o per la perdita del lavoro oppure per tanti giovani studenti costretti a non andare a scuola e a non vedere i compagni. Se questi disagi – conclude la senatrice dem – verranno presi in carico quando insorgono si eviterà che possano sfociare in problemi più gravi a livello psichiatrico”.

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