Le pubblicazioni su Nursind Sanità riprenderanno a settembre

Covid, una variante e le tante “variabili” dell’estate

28 Giugno 2021

La mutazione Delta preoccupa. Poi ci sono gli over 60 che sfuggono alla vaccinazione, le percentuali basse di prime dosi tra 12-40 anni. E ci si mettono pure gli Europei

di Marta Tartarini

L’Italia è tutta in zona bianca e da oggi senza l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto: si comincia a guardare alle vacanze con uno spirito diverso. Ma l’estate è appena iniziata e lo spettro dell’anno scorso, con il preludio della seconda ondata, si ripresenta quest’anno con una variante ma anche con tante variabili. Le preoccupazioni degli esperti e dello stesso Governo sono diverse.  

Intanto i giovani, ancora non immunizzati, e potenziali veicoli del virus, vista anche la probabile imminente riapertura delle discoteche. La data cerchiata in rossa continua ad essere quella del prossimo 10 luglio. Poi ci sono gli over 60 che ancora sfuggono alla vaccinazione. Ma per tutte le età la paura si chiama Delta, l’ultima versione del virus, che potrebbe funestare l’estate italiana e mettere a rischio alcune libertà e lo stesso meccanismo del green pass

Il ‘lascia passare’, necessario per spostamenti, visite ad anziani nelle case di riposo, feste e banchetti di nozze, viene rilasciato anche con una sola dose di vaccino. Lo hanno scaricato già in 13,7 milioni. Ma per la protezione dalla variante Delta – ecco il cortocircuito – sembra sia efficace solo l’immunizzazione completa, che solo meno di due milioni di italiani hanno completato. Potrebbe quindi rendersi necessaria una modifica del pass con la concessione solo a seconda dose inoculata, come lascia intravedere il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri per il quale è “verosimile che la variante Delta ci costringerà a rimodulare” il rilascio del certificato.

Mentre calano contagi, ricoveri e vittime, il timore – anche per l’impatto sulle strutture sanitarie – si concentra sugli oltre 2 milioni di ultra 60enni che ancora sfuggono alla prima dose. Si tratta della fascia di età più fragile e che rischia il ricorso alle cure ospedaliere. Per una maggiore capillarità ed efficacia d’azione il Governo si appella alle Regioni e mette in campo oltre 40 team denominati Presidi Vaccinali Mobili Difesa, che saranno in azione nelle zone più isolate in dieci Regioni.  

Insomma, la parola d’ordine è accelerare sui vaccini ma anche cautela nei comportamenti, per evitare che l’uscita dalle restrizioni e lo stop all’obbligo della mascherine all’aperto si trasformino in un boomerang. Che le variabili di questa estate siano ancora molte lo dimostrano le parole del commissario per l’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, a cominciare dal suo appello rivolto ai giovani a “tornare in discoteca con atteggiamento responsabile”, avvertendo che lo stato di emergenza “teoricamente” scade a luglio, ma che il Governo rimane “molto cauto”. L’obiettivo dell’immunità di gregge, comunque, a sentire il commissario, resta fissato a settembre. “Sono assolutamente convinto – ha detto – che raggiungeremo l’obiettivo dell’80% dei 54 milioni della platea di vaccinabili a fine settembre”, fermo restando che “bisogna andare a vaccinarsi”. Una sorta di punto fermo, insomma. Ma. appunto, giovani e over 60 devono collaborare. Ci sono 15 milioni di italiani, di età compresa tra i 12 e i 40, che hanno una percentuale di prime dosi molto bassa (meno di due milioni su una platea di oltre 17). Un dato che preoccupa, anche alla luce del maxi focolaio di Maiorca con 840 ragazzi contagiati e 3 mila in quarantena, dopo aver partecipato ad un concerto.

Sul cammino di una vaccinazione accelerata resta poi il nodo delle forniture. Oltre a quello della tempistica dei richiami, coincidente con ferie e vacanze. Con il pasticcio comunicativo su AstraZeneca a complicare le cose. Nel Lazio, regione che ha corso nella campagna vaccinale, ad esempio, adesso si denuncia una riduzione di un terzo delle dosi, con l’effetto che 100mila persone dovranno ritardare la prima.

Altri sorvegliati speciali sono, inoltre, gli Europei di calcio, con numerosi tifosi che si spostano, in massa e non sempre rispettando le regole, da un Paese all’altro. Sabato a Roma è prevista la partita dei quarti di finale che crea una certa apprensione. La possibilità che possa arrivare la squadra inglese fa intravedere il rischio che lo stadio Olimpico possa trasformarsi in un laboratorio di diffusione della variante Delta.

Insomma, anche l’estate, che con il clima più mite è storicamente il momento dell’anno in cui i virus sono meno aggressivi, ha le sue pene. Seppure non solo in Italia. Tant’è che un appello alla prudenza arriva dalla Commissione europea. La commissaria alla Salute Stella Kyriakides invita, infatti, cittadini e governi ad accelerare con la somministrazione della seconda dose. E non va meglio fuori dai confini Ue. Anche in Russia e Australia cresce l’allarme contagi. Se in Gran Bretagna c’è stato un aumento record dei casi con la Delta predominante, a Sidney è stato annunciato un lockdown di due settimane. La Russia, infine, ha registrato in 24 ore 619 vittime. La battaglia al virus resta quindi globale. La scommessa da vincere è tenere a bada tutte queste variabili perché non vadano fuori controllo, rischiando di schiacciare sotto il loro peso le agognate vacanze e la tanto attesa ripresa economica.