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“Il Covid ha contribuito al calo della natalità, diamo una nuova spinta alla procreazione assistita”

08 Luglio 2021

Riceviamo e pubblichiamo
di Stefania Mammì*

Caro direttore,
volevo condividere con lei alcune riflessioni e darle una bella notizia che riguarda la mia attività.
La pandemia da Covid-19 ha cambiato radicalmente la nostra vita e le nostre abitudini. L’emergenza sanitaria ha comportato anche un forte crollo delle diagnosi salva-vita. Sono diminuiti fino al 70% rispetto al 2019 i controlli oncologici, cardiologici, screening, mammografie e sono state sospese anche le prestazioni di Pma (Procreazione medicalmente assistita). La mancata prevenzione incide sulla nostra salute e sul nostro sacrosanto diritto di vivere una vita sana e appagata.

Durante il secondo lockdown, io e l’On. Alberto Zolezzi abbiamo invece gettato il seme e fatto nascere l’intergruppo sulla Procreazione medicalmente assistita, grazie anche al desiderio di collaborazione proattiva di alcuni parlamentari della Camera dei deputati. Questo importante momento di lavoro trasversale nasce dalla volontà di portarne i temi all’attenzione del Parlamento, per dare vita a un confronto e un dibattito aperto, senza divisioni e pregiudizi, rivolto a tutti gli orientamenti e visioni politiche. 

Secondo l’ultima Relazione sulla Procreazione medicalmente assistita presentata dal ministro della Salute al Parlamento, basata su dati relativi al 2018, in un anno in Italia sono stati eseguiti 97.509 cicli riproduttivi su 77.509 coppie, con la nascita di 14.139 bambini.
La sospensione delle prestazioni di Pma, nel primo lockdown, ha comportato un calo di circa 4.500 nascite, aggravando così il già persistente declino demografico in Italia, per questo motivo è stato dunque necessario mettere in campo delle iniziative volte a contrastare il calo del tasso di natalità, cominciando col facilitare l’accessibilità alle tecniche appropriate di Pma da parte delle coppie con problemi di infertilità o sterilità.

Per questo ho anche presentato un emendamento che, una volta accolto, è stato inserito nell’ultima legge di Bilancio, grazie al quale è stato disposto il finanziamento del Fondo per le tecniche di Procreazione medicalmente assistita con un incremento di 15 milioni di euro per il triennio 2021, 2022, e 2023.

Dall’inizio della legislatura ho costantemente mostrato la mia attenzione su molti aspetti legati alla fecondazione assistita, come ad esempio sulla necessità di rafforzare la formazione specialistica delle figure professionali coinvolte nelle attività di laboratorio, o sull’assoluta urgenza di approvare il decreto del ministro della Salute di definizione delle tariffe specifiche del settore, a distanza di ben 4 anni dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017, con cui sono stati definiti i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea).
Tale circostanza ha portato ogni Regione a stabilire dei ticket per le prestazioni di Pma da effettuare nelle strutture pubbliche e in quelle private convenzionate, determinando una rilevante disparità di accesso da parte dei cittadini. Sulla stessa necessità di riforma della legge n. 40 del 2004 io stessa ho depositato un’apposita proposta di legge.

Sono tutte questioni molto delicate sulle quali è necessario intervenire con una certa sollecitudine per garantire un’adeguata tutela della salute riproduttiva e anche il diritto di autodeterminarsi rispetto al desiderio di avere un figlio
Per questo era importante avviare un confronto sinergico, senza divisioni, tra i diversi gruppi politici della Camera, volto a sviluppare delle proposte concrete a tutela della salute e dei diritti fondamentali dei cittadini, anche attraverso la modifica della normativa sulla Pma, per renderla più aderente alla coscienza sociale e all’evoluzione della stessa scienza medica.

C’è già stato un primo tavolo di lavoro durante il quale sono stati trattati diversi aspetti legati alla natalità, all’infertilità ed al percorso sanitario che deve essere garantito alle coppie che desiderano avere figli al fine di eliminare le difficoltà di accesso ai trattamenti.

L’emergenza sanitaria da Covid-19 impone nuovi interventi legislativi, a distanza di quasi 20 anni dall’approvazione della legge 40 del 2004, le cui carenze e criticità devono essere finalmente superate, come evidenziato in più occasioni dalla Corte Costituzionale laddove ha richiamato il ruolo fondamentale del Parlamento in questo settore, di cruciale importanza per la tutela della salute dei cittadini. 

Auspichiamo una partecipazione più ampia e trasversale tra tutti i gruppi politici sin dal prossimo incontro, durante il quale inizieremo ad audire i professionisti della Pma.

*deputata del Movimento cinque stelle – commissione Affari sociali