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“Con la Delta situazione nuova. La pandemia non è finita”

14 Luglio 2021

Parla il virologo Andrea Crisanti: “Il green pass sul modello francese? Va bene se non crea disuguaglianze”. Sui parametri dice: “Per evitare di ritrovarci come l’autunno scorso servono criteri più restrittivi”

di Marta Tartarini

La variante Delta fa galoppare i contagi e rischia di rovinare l’estate degli italiani. Le vacanze per molti sono iniziate e il Governo teme che possa arrivare una nuova ondata in pieno agosto. L’esecutivo guidato da Mario Draghi pensa quindi di mettere in campo nuove misure restrittive, con un occhio al modello francese. La novità potrebbe riguardare in particolare il green pass da ottenere solo con la seconda dose, a ciclo vaccinale completato, e da utilizzare per l’accesso a diverse attività: ristoranti, viaggi e non solo per grandi eventi. Su maggiori restrizioni però c’è scontro politico e i presidenti di Regione tornano a farsi sentire, invocando semmai regole meno rigide per l’uscita dalla zona bianca. Sì, perché l’Italia tutta in bianco non sembra destinata ad avere vita lunga. Per capire l’estate che ci aspetta Nursind Sanità ha interpellato il virologo Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Microbiologia dell’Università di Padova.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, parla di “significativa ripresa del contagio a causa della variante Delta”. Quanto dobbiamo essere preoccupati? 
Basta guardare l’Inghilterra per capirlo: si viaggia su 40 mila contagi al giorno, con un significativo aumento dei ricoveri e dei decessi.

Quindi non è solo una variante molto contagiosa, dobbiamo aspettarci un aumento dei ricoveri, per ora contenuti, anche da noi?
Io dico che siamo in una situazione nuova, che va tenuta sotto controllo e non trascurata.

I festeggiamenti per la vittoria della Nazionale agli Europei di calcio potranno avere effetti di aumento dei contagi?
Non credo che un episodio singolo cambi la situazione, quello che conta è l’atteggiamento generale e il messaggio che viene dato alle persone, che fanno quello che è consentito fare.

E il messaggio della politica è corretto?  
No, fino a poco tempo fa il messaggio che è passato era che, più o meno, la pandemia era finita, ma così non è.

Ora il Governo pensa a nuove misure per evitare un’altra ondata. Il green pass sul modello francese per accedere a ristoranti, musei, treni ed eventi può essere una ricetta efficace?  
Va bene se non crea disuguaglianze. Ad esempio c’è un problema con il rilascio dei certificati. Chi non ha lo smartphone o il pc come fa? Deve funzionare anche quello cartaceo. E poi bisogna velocizzare l’accesso ai vaccini altrimenti alcuni saranno penalizzati da un sistema come quello francese.

Alcuni esponenti politici tra cui il leader della Lega Matteo Salvini dice però che il green pass per andare a cena fuori sarebbe eccessivo.
Non commento battaglie politiche, non mi interessano.

C’è poi il tema della vaccinazione dei giovani. Come incentivarla?   
Intanto va detto che i giovani non si ammalano o prendono la malattia in forma lieve, quindi va capito bene il rapporto rischio/benefici. Ai giovani bisogna dire la verità.               

Cioè?  
A loro va detto di vaccinarsi a scopo altruistico, per tutelare chi hanno vicino più che per loro stessi. E per una ragione di sanità generale.

Si torna a discutere anche dei parametri per le zone a colori. Alcuni governatori di Regione chiedono di rivedere le regole, legando le restrizioni ai ricoveri e non al numero dei contagi.
Alcuni presidenti sono analfabeti di sanità pubblica e comunque ogni decisione dipende sempre dall’obiettivo che ci si pone.

Si spieghi.
Se si vuole dare spazio e possibilità di operare al settore turistico allora va bene rivedere i parametri come dicono alcune Regioni, se invece si vuole contenere il contagio per evitare di ritrovarci come l’autunno scorso allora servono criteri più restrittivi.

Ma zone rosse limitate a certe aree potrebbero servire nella lotta alla variante Delta?
Potevano essere efficaci per circoscriverla qualche tempo, ma ormai la variante è diffusa in tutto il Paese, ora non credo servirebbero più. E’ troppo tardi.