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Procreazione assistita, a 17 anni dalla legge il Parlamento vuole fare chiarezza

20 Luglio 2021

(foto Camera.it)

L’infertilità e il nesso con la denatalità al centro dei lavori dell’intergruppo. Boldrini (Pd) e Novelli (FI) a Nursind Sanità: “Serve una risposta legislativa”; “Ma anche attenzione agli aspetti culturali”

di Marta Tartarini

La legge 40 del 19 febbraio 2004 ha 17 anni, e si sentono tutti. Sul tema della procreazione medicalmente assistita (Pma) la legislazione ha subito forti attacchi dalla magistratura e quello che resta è un quadro confuso che mette in difficoltà gli operatori sanitari e certo non aiuta le coppie che si trovano ad affrontare questo percorso. Fare chiarezza con un intervento legislativo è l’obiettivo che si pone l’intergruppo parlamentare, creato ad aprile su iniziativa di due deputati del M5s, Stefania Mammì e Alberto Zolezzi, a cui hanno aderito diversi altri parlamentari pentastellati, esponenti del Pd e per Forza Italia Roberto Novelli. Il gruppo intende affrontare a tutto tondo il tema della infertilità e della denatalità.

Ma andiamo per ordine. Secondo la legge 40 il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è “consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità”. La norma vieta l’eugenetica e la conservazione degli embrioni creati in accesso e non utilizzati e prevede che alla Pma possono accedere “coppie maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi”. Era inoltre vietato il ricorso a tecniche di fecondazione eterologa (ossia con la donazione di ovuli o spermatozoi esterni), divieto giudicato incostituzionale nel 2014 dalla Corte Costituzionale. 

La legge è da sempre al centro di accesi dibattiti, nella politica e nella comunità scientifica, poiché pone una serie di limiti alla procreazione assistita che sono stati oggetto di diverse sentenze di Tribunali e, appunto, della stessa Corte. Non solo, ma il tema è stato anche oggetto di un referendum nel 2015, che però non raggiunse il quorum.

Ora il Parlamento torna ad interrogarsi sulla legge e sul tema più generale della infertilità. Per la senatrice del Pd, Paola Boldrini, che fa parte dell’Intergruppo insieme alla deputata dem Elena Carnevali, “è il momento di dare una risposta legislativa. C’è una proposta di legge depositata dalla collega Mammì e anche io pensavo di presentare un testo”, spiega a Nursind Sanità. Sul tema della Pma “abbiamo una legge – continua -, ma non è certo in buona salute, perchè picconata dalla magistratura e chi opera in questo campo lo fa con difficoltà, dopo i vari pronunciamenti della giurisprudenza”. Per Boldrini siamo in una situazione simile a quella relativa all’eutanasia in cui l’assenza di “una legislazione chiara ci si affida alla giurisprudenza”.

Tornando ai lavori dell’intergruppo, i parlamentari che ne fanno parte visiteranno inoltre i Centri italiani specializzati in Pma proprio per conoscere meglio la situazione ed ascoltare gli operatori sul campo. Si cercherà poi di accrescere le risorse destinate al Fondo per le tecniche di procreazione medicalmente assistita, per il quale in Legge di bilancio è stato previsto un incremento di 15 milioni per il triennio 2021, 2022 e 2023. “La ricerca – sottolinea Boldrini – va finanziata come anche la formazione dei professionisti. Inoltre dobbiamo fare in modo che ci siano più centri pubblici che assicurino la Pma con una maggiore omogeneità sul territorio, per evitare il turismo sanitario anche su questo servizio”.

Lo scopo del gruppo però non è solo fare chiarezza sulla procreazione assistita, ma affrontare a tutto tondo il tema della denatalità legato all’infertilità. “Bisogna puntare sulla prevenzione – evidenzia la senatrice – con una campagna di informazione ai giovani, uomini e donne perché il tema riguarda entrambi, affinché mantengano uno stile di vita sano e conoscano i rischi legati al programmare una gravidanza in tarda età”. Boldrini, infine, è convinta che “il Pnrr possa essere una ulteriore occasione per incrociare il tema ambiente e sanità perché sappiamo che anche l’inquinamento atmosferico può essere fonte di infertilità”.  Ma con le risorse europee e la riorganizzazione del sistema sanitario “sarebbe necessario puntare sul ruolo dei Consultori proprio per aumentare l’informazione e la prevenzione sul territorio”, conclude la parlamnetare Pd.

Anche il deputato Novelli inquadra l’attività del gruppo nel più ampio tema della denatalità: “Credo che possiamo fare cose utili – dice interpellato da Nursind Sanità – sia sul fronte legislativo che con interventi concreti e rapidi a sostegno delle coppie che vogliano accedere alla Pma, ma spesso non riescono per difficoltà logistiche, per i costi e per i servizi non sempre presenti su tutto il territorio nazionale. Penso che la procreazione medicalmente assistita possa aiutare tante coppie ad avere un figlio, ma credo serva sostegno e aiuti economici”. 

Secondo il deputato azzurro c’è una “forte domanda”: “Sono tante le coppie che vorrebbero intraprendere questo percorso, ma fanno fatica. Penso ad esempio a chi non ha un centro pubblico vicino casa e deve rivolgersi al privato con i costi che ne derivano. Poi c’è anche un aspetto culturale da affrontare: bisogna diffondere soprattutto tra i giovani un’attenzione al tema fertilità – conclude – per superare le difficoltà che hanno in particolare i maschi a chiedere aiuto in caso di difficoltà”.

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