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Eutanasia, Mina Welby: “Una mobilitazione eccezionale”

08 Settembre 2021

La vedova di Piergiorgio e copresidente dell’Associazione Luca Coscioni parla della campagna referendaria. Sul Parlamento dice: “Ascolti di più le storie vissute. La società civile è sempre avanti”

di Paola Alagia

Va avanti senza sosta la campagna referendaria per l’eutanasia legale promossa dall’Associazione Luca Coscioni, con 850mila firme raccolte ad oggi (sia online che ai tavoli), come fanno sapere a Nursind Sanità i promotori. Anche se i numeri dovrebbero già aver messo in sicurezza il risultato (500 mila in tre mesi è l’asticella fissata dall’articolo 75 della Costituzione, ndr), Mina Welby, che è uno dei testimonial dell’iniziativa e copresidente dell’Associazione, preferisce la linea della prudenza “dal momento che è in corso il lavoro di certificazione”.

Intervistata dal nostro giornale, la moglie di Piergiogio Welby, che dalla morte del marito affetto da distrofia muscolare è sempre in prima fila nelle battaglie sul fine vita e l’autodeterminazione della persona, però, non nasconde la sua soddisfazione di fronte alla risposta della società civile sul quesito referendario: “E’ eccezionale – afferma – e lo è ancora di più vedere i tantissimi giovani che si mobilitano. Per rendersene conto basta fare un raffronto con la raccolta firme di otto anni fa per la proposta di legge di iniziativa popolare sull’eutanasia legale: 67 mila in sei mesi. Mentre adesso le 500mila le abbiamo superate in meno di tre”.

Welby, che la settimana prossima sarà a Vicenza per poi spostarsi in Campania a Mercato San Severino, è molto impegnata soprattutto ad aiutare “moltissime persone” che le scrivono: “Mi chiedono dove possono trovare il tavolo più vicino o hanno bisogno di una guida per orientarsi sulla rete”, racconta. Quanto al lavoro che sta facendo il Parlamento, con le commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera che a luglio scorso hanno approvato un testo base sulla morte medicalmente assistita, infine, la copresidente dell’Associazione Coscioni, riconosce che “si stanno facendo dei piccoli passi” ma rimane scettica sulla conclusione dell’iter in questa legislatura: “Vedo troppi paletti”. C’è un dato di fatto, però: “Rimane agli atti, comunque, quanto la società civile sia molto più avanti rispetto al legislatore. Ecco perché credo che il Parlamento dovrebbe saper ascoltare di più le storie vissute e anche i pareri espressi in audizione da illustri medici sull’eutanasia”. Secondo la vedova di Piergiorgio, infatti, “tutti gli aspetti giuridici poi si risolvono quando la persona malata è cosciente e non ci sono dubbi che possa essere stata plagiata. Come non ricordare – conclude – mio marito che è stato vigile e consapevole fino alla fine”.

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