Avanti tutta sulla terza dose. Ora è uno “scenario verosimile”

26 Ottobre 2021

Prende corpo l’ipotesi di estenderla all’intera popolazione. Massima attenzione anche alle mutazioni del virus. Ecco cosa dicono i report

di NS

Complici i dati sui contagi fuori dai nostri confini, complice anche l’andamento della curva in Italia, con l’indice Rt in risalita (superiore all’1), comincia a prendere sempre più corpo l’ipotesi di estendere a tutti la terza dose.

Si era partiti, il 20 settembre scorso, con la dose “addizionale” per i fragili (una platea di circa 3 milioni di persone tra immuno-compromessi, trapiantati e malati oncologici), a 28 giorni dal completamento del ciclo primario. Poi, il 27 settembre, il ministero della Salute ha dato il via libera alla dose “booster” (vale a dire un richiamo a vaccinazione primaria completata dopo un certo intervallo temporale) per over 80, personale e ospiti delle Rsa e sanitari a partire dai 60 anni, con patologie o elevato livello di esposizione all’infezione. Oggi, invece, per dirla con le parole del direttore dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, la terza dose di vaccino per tutta la popolazione, è uno “scenario verosimile”. Sulla stessa linea anche il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri: “Verosimilmente la terza dose sarà necessaria per tutti”. Ad adiuvandum, poi, sempre sul fronte politico, è il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, a sostenere che le Regioni, appunto, “sono pronte”.

L’attenzione, insomma, torna ad esser alta da parte degli esperti e non solo, con l’inverno alle porte e con le mutazioni del virus da tenere sotto osservazione. In particolare la sotto variante Delta, denominata AY.4.2 (ma anche Delta plus) che da mesi circola in Gran Bretagna e che in Italia è ancora circoscritta: 93 casi in tutto.

Una cosa è certa: bisognerà valutare che risposta arriverà sulla terza dose. Mentre resiste un zoccolo duro di persone che ancora non ne hanno neppure una (7,6 milioni di italiani over 12) e mentre lo stesso effetto da obbligo di green pass nei luoghi di lavoro si sta affievolendo, dal 20 settembre sono state inoculate solo 1.063.595 tra dosi addizionali e booster. Nel dettaglio, secondo i dati comunicati dal ministero della Salute e aggiornati a ieri, le prime sono state 213.726, mentre le seconde 849.869. Non proprio numeri incoraggianti in vista di una probabile estensione del richiamo a tutta la popolazione. Ma tant’è.  

Intanto, il Governo punta ad accelerare anche sul fronte dei vaccinati con Johnson&Johnson, visto che la copertura garantita dal vaccino di Janssen sarebbe più breve di quella offerta dai preparati a Rna messaggero. Almeno è questo l’orientamento, confermato dalle parole di Sileri che sottolinea la necessita di un richiamo in tempi brevi per la popolazione vaccinata con J&J, “naturalmente aspettando anche le indicazioni che verranno date dagli enti regolatori”. Si attende un parere dell’Aifa, insomma. Anche negli Usa l’Fda (Food and drug administation) sta valutando proprio questa casisitica.

Nel frattempo, ci sono pure da registrare le novità comunicate ieri dall’Ema. Per prima cosa l’Agenzia europea per i medicinali ha dato il via libera alla terza dose del vaccino Moderna a partire dai 18 anni. La dose da somministrare è la metà di quella utilizzata per la vaccinazione primaria. Non solo, ma l’Ema ha anche avviato una revisione continua dei dati relativi al farmaco orale Molnupiravir sviluppato dalle aziende americane Merck Sharp & Dohme e Ridgeback Biotherapeutics. Sarebbe la prima pillola antivirale per il trattamento del Covid-19.