“Col 90% di vaccinati, ragioniamo su allentamento green pass in alcuni luoghi di lavoro”

29 Ottobre 2021

Parla il sottosegretario alla Salute Andrea Costa: “Con la manovra stabilizziamo oltre 50mila tra medici, infermieri e operatori sanitari”

di Marta Tartarini

Prima della fine dell’anno potremo raggiungere la vaccinazione del 90% della popolazione (ora siamo all’86% di cittadini che hanno ricevuto almeno una dose), un traguardo che permetterà di guardare al futuro con maggiore serenità, in un’ottica di “convivenza con il virus”. Sarà così possibile anche “l’allentamento di alcune misure, come la riduzione dell’obbligo del green pass”. Ne è convinto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. L’esponente di governo ritiene “ragionevole che entro la fine dell’anno ci sarà un’estensione della platea che dovrà ricevere la terza dose”. Costa inoltre assicura a Nursind Sanità che “nei prossimi giorni arriveranno le indicazioni” per chi è stato vaccinato con Johnson & Johnson a giugno. Soggetti che potranno così completare il ciclo con una vaccinazione presumibilmente eterologa, con la seconda dose targata Pfizer o Moderna.

Ma iniziamo dai dati degli ultimi monitoraggi, che vedono una crescita dei contagi. L’inverno mette paura?
Io penso che dobbiamo guardare alle prossime settimane con prudenza e senso di responsabilità, ma non con timore. I dati nel nostro Paese vedono un leggero rialzo dei contagiati, ma credo che tale aumento sia dovuto essenzialmente al numero considerevole di tamponi che vengono fatti a causa dell’obbligo del green pass. Quello che dobbiamo monitorare con particolare attenzione è il dato degli ingressi in ospedale e nelle terapie intensive, ma questi sono numeri sotto controllo.

In Europa però c’è una recrudescenza di contagi, basti pensare al Regno Unito e ai Paesi dell’Est. Questi non rappresentano una minaccia anche per noi?
In alcuni Paesi ci sono delle situazioni preoccupanti, ma si tratta di realtà in cui la percentuale di vaccinati è inferiore alla nostra e dove prima di noi sono state allentate le misure restrittive, che invece in Italia abbiamo ancora in piedi. Quindi per queste settimane dobbiamo ancora rispettare le regole e il mio appello alla cittadinanza è quello a mantenere comportamenti responsabili.

Quando raggiungeremo la percentuale del 90% di vaccinati? E’ possibile entro l’anno?
Io penso di sì, anzi credo che ci arriveremo prima. La maggior parte di chi ancora non si è immunizzato reputo non appartenga alla categoria dei no vax. Sono persone che hanno delle paure e vanno convinte con messaggi rassicuranti e con le evidenze scientifiche che ogni giorno testimoniano l’efficacia del vaccino. Ribadisco con forza che la difesa contro il Covid non è il tampone ma il vaccino.

Non sarebbe più efficace l’obbligo in particolare di fronte a oltre 1 milione di lavoratori che si sono sottratti alla vaccinazione?
Abbiamo sempre detto che l’obbligo non è un tabù, quindi valuteremo i dati e se sarà necessario potremmo pensare di ampliare l’obbligo a determinate categorie, ma confido che non ce ne sarà bisogno e che prevarrà il senso di responsabilità dei cittadini.

La somministrazione della terza dose è ancora molto limitata. Crede che alla fine andrà estesa a tutti?
A chi e quando dare la terza dose è una decisione che non spetta alla politica, ma alla scienza. Il Governo deve farsi trovare pronto alla somministrazione, io ritengo comunque che entro fine anno sia ragionevole ipotizzare un’estensione della platea sulla base delle indicazioni che ci darà la scienza.

Intanto c’è confusione tra chi ha ricevuto il monodose Johnson & Johnson. Oggi il professor Andrea Crisanti dice che chi ha fatto l’iniezione a giugno ora in pratica è scoperto.
Confido che nei prossimi giorni Aifa ci dia indicazioni precise in merito al richiamo per questa categoria. L’ipotesi più probabile, viste anche le indicazioni dell’ente regolatore americano, è il ricorso alla vaccinazione eterologa.

Arrivati al 90% della copertura vaccinale, quali saranno le misure che si potranno allentare?
Premetto che la comunità scientifica ci dice che anche con 90% dei vaccinati non possiamo parlare più di immunità di gregge, a causa della circolazione delle varianti. Sicuramente, però, questa soglia ci permetterà di guardare con più tranquillità ad una convivenza con il virus. Io credo che mentre ora il green pass viene applicato a tutti i luoghi di lavoro indistintamente, si possa pensare di ridurre questo obbligo in alcuni ambienti lavorativi, dove ce ne saranno le condizioni. Invece penso che per le attività ricreative, che sono quelle dove c’è maggiore possibilità di assembramenti, potrebbe volerci un po’ di tempo e di prudenza in più.

Veniamo alla manovra economica appena licenziata dal Governo. Il Fondo sanitario aumeterà di 6 miliardi in tre anni. A cosa saranno destinare queste risorse?
I capitoli principali sono costituiti da un accrescimento del numero delle borse di studio, dagli investimenti in ricerca, in formazione, in digitalizzazione, nei Lea. Poi non dimentichiamo che abbiamo 19 miliardi del Pnrr che potranno essere investiti anch’essi su queste voci che vanno incrementate. Vorrei sottolineare inoltre altre decisioni prese in manovra: abbiamo previsto 1 miliardo e 800 milioni di euro per l’approvvigionamento dei vaccini e dei farmaci anti Covid perché non è vero che pensiamo solo alla vaccinazione ma anche alle cure e altri 600 milioni per i farmaci innovativi.

Ma poi c’è l’annoso problema del personale sanitario. Dopo anni di tagli e a causa del turn over c’è allarme per la forte carenza di medici e infermieri.
In manovra prevediamo la stabilizzazione del personale reclutato con contratto a tempo determinato per l’emergenza Covid, una richiesta che veniva da tutto il settore. Parliamo di oltre 50mila tra medici, infermieri, operatori sanitari. Si tratta di un segnale forte e chiaro della consapevolezza che non si può fare a meno di questo organico. Sappiamo che non si tratta della soluzione definitiva del problema, ma di un primo passo verso l’incremento necessario del personale del nostro Servizio sanitario nazionale. A questo proposito, è importante anche l’aumento delle borse di studio. Insomma, sono tutti segnali del fatto che l’approccio è cambiato: non ci saranno più tagli, le risorse destinate alla sanità non sono un costo, ma un investimento per il futuro.