Le pubblicazioni su Nursind Sanità riprenderanno a settembre

“Infermieri in agitazione, senza indennità sarà sciopero”

09 Novembre 2021

di Andrea Bottega*

Quello degli infermieri eroi a parole è un film che abbiamo già visto e che speriamo di non dover rivedere di nuovo. Anche se il rischio remake è dietro l’angolo. Ed è per questo che come Nursind abbiamo proclamato lo stato d’agitazione. Siamo pronti ad uno o due giorni di sciopero se ancora una volta non saremo ascoltati. La categoria è in affanno ed è sotto stress. Il peso dei mesi duri dell’emergenza Covid è difficile da smaltire. Nonostante ciò, lo scorso anno si è deciso, incuranti dei nostri appelli, di vincolare l’indennità specifica alla stipula del contratto. Che è stato un po’ come sventolare la carota sotto il naso di migliaia di professionisti. Una forma di sadismo governativo che non vogliamo si ripeta. Ecco perché abbiamo avanzato una proposta precisa all’esecutivo e in particolare al ministro per la Pa Renato Brunetta. Trattandosi di risorse già stanziate a bilancio, infatti, chiediamo che l’indennità specifica venga erogata direttamente dalla legge in modo da poterla ricevere al più presto, svincolandola dalla contrattazione.

La soluzione è a portata di mano ed è, appunto, a costo zero. Le somme stanziate, seppur poche, però, avrebbero un significato enorme per la categoria, sempre più demotivata o addirittura in fuga dalla professione. Se la ripartizione dei 35 milioni destinati agli infermieri e dei 100 agli altri sanitari e agli operatori sociosanitari non fosse demandata al contratto, infatti, ai primi toccherebbe un importo annuo lordo di 980 euro e agli altri rispettivamente di 650 e 480 euro. Non serve una sfera di cristallo per sapere che il tavolo all’Aran andrà avanti ancora a lungo e che il nuovo accordo 2019-2021 vedrà la luce, bene che vada, nel primo semestre del prossimo anno. Perché, allora, non dare un riconoscimento subito agli infermieri che già hanno maturato un arretrato di quasi 12 mesi? Perché proseguire sulla strada di quella che è a tutti gli effetti una discriminazione rispetto ai medici che invece la loro indennità l’hanno percepita subito, a partire da gennaio scorso?

Con il rischio quarta ondata, anche decisioni di questo tipo rientrano nella lungimiranza che ci si aspetta da una classe politica che fa l’interesse della collettività. Una lungimiranza che per adesso non è alle viste. Brunetta al momento è rimasto silente. Evidentemente ha preferito non prendere in considerazione il nostro grido d’allarme e le nostre proposte. Una cosa è certa, però. Stavolta non rimarremo fermi a guardare: in caso di mancato accordo, dichiareremo una o più giornate di sciopero.

*Segretario nazionale Nursind