Variante Omicron, Oms: “Vitale estendere la campagna di vaccinazione”

29 Novembre 2021

L’Organizzazione insiste sulle disuguaglianze nell’accesso ai vaccini e fa il punto sulla nuova mutazione: non è escluso il rischio di reinfezione per chi ha già contratto il virus. Il documento

di NS

Mentre siamo alle prese con il gap da recuperare sulle prime dosi e la rincorsa sulle terze – in attesa del fischio d’inizio (dopo quello di Ema) della delicata partita del vaccino agli under 12, in Italia ha fatto capolino l’ultima variante Covid, la Omicron, arrivata dall’Africa australe. La nuova mutazione del virus è stata isolata dalla dottoressa sudafricana Angelique Coetzee il 18 novembre scorso. Dall’Oms, intanto, arrivano i primi ragguagli su trasmissibilità, gravità ed efficacia dei vaccini.

Il 26 novembre, l’Oms ha designato la B.1.1.529 una variante preoccupante, denominata Omicron, su consiglio del Technical Advisory Group on Virus Evolution (TAG-VE) della stessa organizzazione. Questa decisione si è basata sull’evidenza presentata al TAG-VE che Omicron ha diverse mutazioni che possono avere un impatto su come si comporta, ad esempio, sulla facilità con cui si diffonde o sulla gravità della malattia che provoca.

Prima di entrare nel dettaglio del documento, è inevitabile aprire una riflessione su quanto resti necessario e urgente un approccio mondiale alla pandemia. Questione che è apparsa in tutta la sua evidenza appena sono arrivati i primi vaccini e sono emerse le prime difficoltà del programma Covax.  A livello globale, però, la percentuale di vaccinati, soprattutto nei Paesi a basso reddito continua ad essere bassa. Nota dolente sulla quale la scorsa settimana, in un ‘intervista a La Stampa, è tornato a insistere l’immunologo Anthony Fauci, consigliere del presidente americano Biden: “Ecco perché – ha detto – gli Usa e le nazioni sviluppate dovrebbero prendersi la responsabilità di inviare un numero sufficiente di dosi in quei luoghi. In caso contrario il virus continuerà a circolare e sarà difficile averne ragione. La vaccinazione, perciò, è la risposta”. Tema sul quale oggi si è soffermato, per esempio, Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe: “La gestione della pandemia continua a guardare solo i confini nazionali – ha affermato a Radio Cusano Campus-. L’approccio globale siamo molto lontani dal poterlo mettere in atto. Certo è che le varianti di preoccupazione finiscono sempre per emergere in Paesi che hanno basse coperture vaccinali”. Ma la stessa Organizzazione mondiale della sanità ne evidenzia l’urgenza nel suo documento: “E’ di vitale importanza che le disuguaglianze nell’accesso ai vaccini Covid-19 siano affrontate con urgenza per garantire che i gruppi vulnerabili ovunque, compresi gli operatori sanitari e gli anziani, ricevano la loro prima e seconda dose, oltre a un accesso equo alle cure e alla diagnostica”. Ma veniamo proprio alle indicazioni dell’Oms.
Ecco una sintesi di ciò che è attualmente noto.

Trasmissibilità
Non è ancora chiaro se Omicron sia più trasmissibile (ad es., si diffonde più facilmente da persona a persona) rispetto ad altre varianti, inclusa Delta. Il numero di persone risultate positive è aumentato nelle aree del Sud Africa colpite da questa variante, ma sono in corso studi epidemiologici per capire se sia a causa di Omicron o altri fattori.

Gravità della malattia
Non è ancora chiaro se l’infezione da Omicron causi una malattia più grave rispetto alle infezioni con altre varianti, inclusa Delta. I dati preliminari, spiega l’Oms, suggeriscono che ci sono tassi crescenti di ospedalizzazione in Sud Africa, ma ciò potrebbe essere dovuto all’aumento del numero complessivo di persone infettate, piuttosto che a un’infezione specifica da Omicron. Al momento non ci sono informazioni che suggeriscano che i sintomi associati a Omicron siano diversi da quelli di altre varianti. Le infezioni segnalate inizialmente erano tra gli studenti universitari, individui più giovani che tendono ad avere una malattia più lieve, ma la comprensione del livello di gravità della variante Omicron richiederà da giorni a diverse settimane. Tutte le varianti di Covid-19, inclusa la variante Delta che è dominante in tutto il mondo, possono causare malattie gravi o morte, in particolare per le persone più vulnerabili, e quindi la prevenzione è sempre fondamentale.

Efficacia di una precedente infezione da Sars-Cov-2
Prove preliminari suggeriscono che potrebbe esserci un aumento del rischio di reinfezione con Omicron (cioè, le persone che hanno precedentemente avuto COVID-19 potrebbero essere reinfettate più facilmente con Omicron), rispetto ad altre varianti di preoccupazione, ma le informazioni sono limitate. Maggiori informazioni in merito, ricorda il documento, saranno disponibili nei prossimi giorni e settimane.

Efficacia dei vaccini
L’Oms sta lavorando con partner tecnici per comprendere il potenziale impatto di questa variante sulle nostre contromisure esistenti, compresi i vaccini. I vaccini rimangono fondamentali per ridurre le malattie gravi e la morte, anche contro la variante circolante dominante, Delta. E rimangono efficaci contro malattie gravi e morte.

Efficacia dei test attuali
I test PCR ampiamente utilizzati continuano a rilevare l’infezione, inclusa l’infezione da Omicron, come abbiamo visto anche con altre varianti. Sono in corso studi per determinare se vi è un impatto su altri tipi di test, compresi i test di rilevamento rapido dell’antigene.

Efficacia dei trattamenti attuali
I corticosteroidi e i bloccanti del recettore IL6 saranno ancora efficaci per la gestione dei pazienti con Covid-19 grave. Altri trattamenti saranno valutati per vedere se sono ancora altrettanto efficaci date le modifiche a parti del virus nella variante Omicron.

Studi in corso
Al momento, l’Oms si sta coordinando con un gran numero di ricercatori in tutto il mondo per comprendere meglio Omicron. Gli studi attualmente in corso o prossimi includono valutazioni di trasmissibilità, gravità dell’infezione (compresi i sintomi), prestazioni di vaccini e test diagnostici ed efficacia dei trattamenti.
L’Oms incoraggia i paesi a contribuire alla raccolta e alla condivisione dei dati dei pazienti ospedalizzati attraverso la piattaforma di dati clinici Covid-19 dell’Oms per descrivere rapidamente le caratteristiche cliniche e gli esiti dei pazienti.
Maggiori informazioni emergeranno nei prossimi giorni e settimane. Il TAG-VE dell’OMS continuerà a monitorare e valutare i dati non appena saranno disponibili e valuterà come le mutazioni in Omicron alterano il comportamento del virus.

Il documento, infine, riporta sia le azioni consigliate per i paesi e sia per le singole persone. Eccole nel dettaglio.

Azioni consigliate per i paesi
Poiché Omicron è stato designato come variante di preoccupazione, ci sono diverse azioni che l’Oms raccomanda ai paesi di intraprendere, incluso il miglioramento della sorveglianza e del sequenziamento dei casi; condivisione di sequenze genomiche su database pubblicamente disponibili, come GISAID; segnalare casi iniziali o cluster all’Oms; eseguire indagini sul campo e valutazioni di laboratorio per capire meglio se Omicron ha diverse caratteristiche di trasmissione o malattia, o influisce sull’efficacia di vaccini, terapie, diagnostica o misure di salute pubblica e sociali.
I paesi dovrebbero continuare ad attuare misure di sanità pubblica efficaci per ridurre la circolazione globale di Covid-19, utilizzando un’analisi dei rischi e un approccio basato sulla scienza. Dovrebbero aumentare alcune capacità sanitarie e mediche per gestire un aumento dei casi. L’Oms sta fornendo ai paesi supporto e guida sia per la prontezza che per la risposta.
Inoltre, è di vitale importanza che le disuguaglianze nell’accesso ai vaccini Covid-19 siano affrontate con urgenza per garantire che i gruppi vulnerabili ovunque, compresi gli operatori sanitari e gli anziani, ricevano la loro prima e seconda dose, oltre a un accesso equo alle cure e alla diagnostica.

Azioni consigliate per le persone
Le misure più efficaci che le persone possono intraprendere per ridurre la diffusione del virus Covid-19 è mantenere una distanza fisica di almeno 1 metro dagli altri; indossare una maschera ben aderente; finestre aperte per migliorare la ventilazione; evitare spazi poco ventilati o affollati; tenere le mani pulite; tossire o starnutire in un gomito piegato o in un fazzoletto; e farsi vaccinare quando è il loro turno.