Covid, “Il Pfizer per i bambini funziona ed è sicuro”

02 Dicembre 2021

Dopo il via libera Aifa per gli under 12, parla Guido Castelli Gattinara, pediatra del Bambino Gesù: “Gli effetti avversi sono inferiori a quelli di adulti e adolescenti”

di Marta Tartarini

Il vaccino pediatrico contro il Covid  “funziona ed è sicuro, i genitori possono con tranquillità vaccinare i bambini perché vanno protetti da questa ondata di infezioni”. E’ questo il messaggio che lancia Guido Castelli Gattinara dell’Istituto per la salute del bambino e dell’adolescente, dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, all’indomani del via libera dell’Aifa. Ieri infatti l’Agenzia italiana del Farmaco, dopo l’ok arrivato dall’Ema, ha approvato l’uso del brevetto Pfizer per la fascia di età 5-11 anni. Sarà coinvolta una platea potenziale di 3,6 milioni di bambini che potrebbero ricevere la prima dose già attorno a Natale. Oggi la struttura commissariale guidata da Francesco Paolo Figliolo ha annunciato l’arrivo delle fiale per il 15 dicembre (sono attese 1,5 milioni di dosi). Il pediatra del Bambino Gesù, intervistato da Nursind Sanità, ricorda che “l’aumento della vita media e il crollo della mortalità infantile è dovuto proprio alle vaccinazioni nei primi anni di vita”. E sui possibili effetti avversi rassicura le famiglie: “Sono inferiori a quelli degli adulti e dei bambini più grandi”.

Tra i genitori la domanda frequente è se questo vaccino serva effettivamente alla salute dei bambini, che si ammalano meno degli altri, o se piuttosto venga introdotto essenzialmente per raggiungere l’immunità di gregge.
La motivazione è che vanno protetti proprio loro, perché è vero che i bambini hanno spesso un quadro clinico meno grave degli altri, ma non possiamo perdere neanche un bimbo e in Italia ne abbiamo già persi 36. Noi vacciniamo dal morbillo e dalla meningite che hanno una mortalità molto bassa, ma lo facciamo lo stesso. Questo vaccino è sicuro ed efficace, usiamolo. 

Alcuni sono preoccupati dagli effetti avversi. Cosa si devono aspettare le famiglie nei giorni successivi alla somministrazione della dose?
Abbiamo ragione di credere che le reazioni siano inferiori a quelle riscontrate negli adulti. Quando il nostro organismo crea una protezione risponde con alcuni segnali come mal di testa, febbre, malessere. Ma parliamo di sintomi lievi, a cui si può porre rimedio con la tachipirina e che durano poco. I bambini riceveranno una dose che è appena un terzo rispetto a quella dei più grandi (oltre i 12 anni) e degli adulti, in due somministrazioni a distanza di tre settimane e avranno sicuramente sintomi inferiori anche rispetto agli adolescenti. Anche i casi rarissimi di miocardite sono inferiori a quelli che abbiamo riscontrato nei ragazzi più grandi.

Il premier Mario Draghi ha annunciato una campagna di informazione per convincere i genitori a vaccinare i figli, lei che slogan userebbe?
La vaccinazione è sicura e serve a proteggere i bambini e la loro normale vita di socialità. Vaccinateli con tranquillità. 

Nella comunità scientifica c’è comunque chi invita alla prudenza e ad attendere il ciclo di vaccinazioni in corso in altri Paesi come Israele.
Non capisco proprio perché dovremmo aspettare, visto che abbiamo già 3 milioni e mezzo di bambini vaccinati, inoltre ora c’è l’urgenza di proteggere questa fascia di età perché è maggiormente coinvolta da questa ondata. Riscontriamo casi di long covid pure in età pediatrica e sindromi infiammatorie multi sistemiche, inoltre aumentano i casi di ricovero, anche in terapia intensiva. Dobbiamo evitare tutto questo e possiamo farlo con un vaccino sicuro. Perché aspettare? 

Pare che le prime dosi arriveranno a metà dicembre. Quando è verosimile che potrà iniziare l’immunizzazione dei bambini?
Credo che in Italia potremmo iniziare intorno a Natale, il nostro Paese ha dimostrato una buona capacità organizzativa e penso che si potranno coinvolgere i pediatri e utilizzare degli hub dedicati. L’Ospedale Bambino Gesù si sta predisponendo per assicurare la vaccinazione ai bambini più fragili, che sono già assistiti nella nostra struttura.

Come si inserisce questo vaccino nel calendario già impostato delle vaccinazioni?
Nella fascia 5-11 anni abbiamo solo il richiamo del tetano-difterite-pertosse e polio (l’esavalente) e del morbillo-rosolia-parotite-varicella, due iniezioni che si fanno, insieme, tra i 5 e i 6 anni. E’ consigliabile per questi bambini fare il vaccino Covid a una distanza di 14 giorni dalle due iniezioni e a qualche giorno di distanza – o anche insieme – all’influenzale che comunque raccomando. Insomma, credo che si possano tranquillamente gestire queste tre vaccinazioni senza difficoltà.