Manovra, Brunetta fa infuriare gli infermieri sull’indennità

15 Dicembre 2021

Il ministro per la Pa in Aula alla Camera ribadisce che per il riconoscimento bisogna aspettare il rinnovo del contratto. Nursind attacca: “Prende in giro la categoria”

di Marta Tartarini

La questione dell’indennità di specificità per gli infermieri, a cui la categoria guarda con apprensione dopo un anno di attesa, arriva all’attenzione dell’Aula della Camera. A incalzare sul tema il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, durante il question time di oggi, è stato il deputato del gruppo Misto Andrea Cecconi.

Nessuna nuova da Palazzo Vidoni, però. Brunetta, infatti, si è limitato a precisare che l’indennità verrà erogata nel contesto del rinnovo del contratto della sanità. Salvo poi provare a rassicurare gli operatori sanitari sui tempi, affermando che “si stanno concludendo i nuovi contratti e dalla prossima settimana cominceranno a perfezionarsi tutti i comparti, prima le funzioni centrali e quindi a ruota anche la sanità”.

In Aula ha quindi ricordato la ratio del provvedimento: “Con l’obiettivo di riconoscere e valorizzare il ruolo strategico degli infermieri, dipendenti dalle aziende e dagli enti del Servizio sanitario nazionale, reso ancor più evidente durante la pandemia da Covid-19 e ai fini del riconoscimento e della valorizzazione delle competenze e delle specifiche attività dagli stessi svolte – ha detto – l’articolo 1 comma 409 della legge di Bilancio ha previsto, dal 1 gennaio 2021, il riconoscimento di una indennità di specificità, nell’ambito della contrattazione collettiva nazionale del triennio 2019-2021 relativa al comparto sanità e nei limiti dell’importo complessivo annuo lordo di 335 milioni di euro”.

Dalla contrattazione non si scappa, insomma. Come ha spiegato il ministro, infatti, “soltanto in questa sede è possibile individuare esattamente la platea dei destinatari, nonché l’importo pro-capite della stessa”.
Parole che sono risuonate come pietre tra gli infermieri. A nulla sono valse neppure le rassicurazioni di Brunetta sui lavori dell’Aran che “avvierà il relativo tavolo della contrattazione entro l’anno e in questa sede sarà individuata la soluzione auspicata”.

“Fantascienza”: così le ha bollate il Nursind. Il segretario del sindacato Andrea Bottega non usa mezzi termini: “Renato Brunetta prende in giro la nostra categoria. Delle due l’una: se non ci sta prendendo per i fondelli allora dobbiamo dedurre che, sebbene non sia alla sua prima esperienza a palazzo Vidoni, non conosca affatto la materia”.

Per gli infermieri, infatti, è matematicamente impossibile che il contratto sia chiuso in tempi brevi. “Non solo – ha continuato Nursind -, ma tra la firma del rinnovo e l’erogazione in busta paga di questo riconoscimento passerebbero comunque minimo quattro mesi. E questo, in teoria, Brunetta dovrebbe saperlo”.

Intanto i riflettori sono puntati sul Senato. Diverse forze politiche hanno infatti presentato proposte di modifica alla manovra 2022 con l’obiettivo di ottenere un’anticipazione temporanea dell’indennità di specificità, in attesa del rinnovo del contratto. Tra gli emendamenti ‘segnalati’, cioè tra quelli ritenuti prioritari, se ne contano uno dell’opposizione (Fratelli d’Italia) e due della maggioranza (M5s e Leu). Ed è proprio nel Parlamento che ripone le sue speranze la categoria, dal momento che le risorse sono già state stanziate e destinate a questo scopo dalla passata legge di Bilancio. “Se dovessimo aspettare i tempi che detta il ministro per la Pa – ha concluso Bottega -, gli infermieri sarebbero costretti a incrociare le braccia e la pandemia potrebbe fare danni ancora peggiori”.   

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