Sanità, gli infermieri di Pisa contro la “sanatoria” del personale extra Ue

16 Dicembre 2021

Il presidente dell’Ordine della città toscana Emiliano Carlotti: “Non sottoscriviamo la convenzione finché ci saranno colleghi precari e interinali nelle nostre corsie”

di NS

La carenza di infermieri è un problema ormai cronico in Italia che la pandemia ha solo reso più evidente. La soluzione individuata dal Governo e cioè il ricorso a personale extra Ue però fa discutere. E non manca chi si oppone. Il presidente dell’Ordine degli Infermieri di Pisa, Emiliano Carlotti, per esempio, dice no agli infermieri stranieri senza riconoscimento del titolo. “La carenza infermieristica era prevista, prevedibile e annunciata e la responsabilità è di una politica a dir poco miope – afferma – . La pandemia non ne è la causa, questa ha solo anticipato il fenomeno”.

“La soluzione del Governo, sposata dalla Regione Toscana – spiega il numero uno dell’Opi Pisa – è elargire permessi per ‘l’esercizio temporaneo delle professioni sanitarie in deroga alle norme in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie’. Vista la grave carenza, allora si accetta, anche se temporaneamente, personale extra Ue purché abbiano conseguito il titolo secondo specifiche direttive dell’Unione europea (affermazione così piena di vuoto da risultare semplicemente geniale). Prevedere che questo sarà il preludio alla classica sanatoria all’italiana non farà certo di me un veggente”.

Secondo Carlotti, “la contrattazione al ribasso della qualità degli infermieri stride con l’enorme numero di colleghi precari impiegati nelle nostre corsie, con una graduatoria concorsuale sostanzialmente ferma, con il ricorso al lavoro interinale e anche, è giusto dirlo, con un contratto di lavoro che sarà rinnovato già scaduto e che non promette niente di quanto promesso. I già decantati eroi si lascino dunque bastare la gratitudine. Il problema – sottolinea – è solo ed esclusivamente quantitativo, con buona pace della qualità. Questo personale sarà impiegato nelle Rsa, dove l’obiettivo è reperire personale a basso costo, poco importa che sia qualificato, tanto dovrà solo ‘badare’ e dare la terapia ai nostri anziani.  Per l’assistere e prendersi cura ci sarà tempo: la qualità va in deroga”.

Adesso la Regione Toscana chiede agli Ordini Provinciali di sottoscrivere una convenzione per agevolare l’esercizio della professione ai colleghi extra Ue. “Ebbene quest’Ordine – dichiara il presidente – si assume la responsabilità politica di non sottoscriverla: non la sottoscriviamo sino a quando ci saranno colleghi precari e interinali nelle nostre corsie; non la sottoscriviamo sino a quando non sarà esaurita la graduatoria concorsuale; non la sottoscriviamo sino a quando non avremo un contratto che valorizzi sia economicamente che per quanto riguarda le possibilità di carriera, la nostra professione; non la sottoscriviamo sino a quando dovremmo sottostare all’anacronistico, antistorico, iniquo e sperequativo vincolo di esclusività”. Ma soprattutto, conclude Carlotti, “non la sottoscriviamo e non la sottoscriveremo perché convinti che la tutela della salute dei cittadini non possa essere derogata. In effetti, è questo il principale mandato che abbiamo”.