Pnrr: ok dalla Stato-Regioni al riparto di 8,4 miliardi per la missione Salute

17 Dicembre 2021

Tra le linee progettuali spiccano i 2 mld per le Case della comunità e i 2,7 mld per l’adeguamento digitale ospedaliero. Regioni e Ministero dovranno siglare i piani attuativi entro il 28 febbraio

di Ulisse Spinnato Vega

Altro passo avanti nell’attuazione degli interventi previsti dalla missione 6 (Salute) del Pnrr: la Conferenza Stato-Regioni ha infatti sottoscritto ieri l’intesa sul decreto del ministero della Salute per la ripartizione delle risorse a beneficio delle stesse Regioni responsabili della messa a terra delle linee progettuali. Si tratta di azioni che prevedono un costo complessivo di 8,42 miliardi di euro. “Per i progetti a regia – si legge nell’intesa – è stato ritenuto necessario intraprendere le attività atte a garantire l’operatività programmatica dei singoli soggetti attuatori”. I criteri per la proposta di ripartizione sono stati peraltro oggetto di discussione in seno alla Cabina di regia per il Patto della salute, nel corso della riunione del 14 ottobre scorso.

Tra i progetti in ballo spiccano le Case della comunità (Missione 6, Componente 1, Intervento 1.1) con 2 miliardi di euro a disposizione e il target di almeno 1.350 di esse realizzate a metà 2026. Poi ci sono i quasi 2,7 miliardi per l’ammodernamento tecnologico e digitale ospedaliero (digitalizzazione Dea di primo e secondo livello e grandi apparecchiature), con l’obiettivo di almeno 280 strutture adeguate entro il 2025. In questo caso i target prevedono anche 3.100 grandi apparecchiature sanitarie operative entro la fine del 2024, la cui ripartizione tra le Regioni avverrà al momento del perfezionamento degli Action plan, “tenuto conto della ricognizione in corso da parte della Dg della Programmazione sanitaria del Ministero della salute”.

C’è quindi il miliardo stanziato sugli Ospedali di comunità e l’assistenza sanitaria intermedia, con l’obiettivo di almeno 400 strutture realizzate entro la metà del 2026. Nella ripartizione sono poi inclusi 1,45 miliardi che vengono dal Piano nazionale complementare per gli ospedali sicuri: una linea progettuale che prevede un minimo di 220 interventi antisismici ultimati entro la fine del 2026. Anche in questo caso il riparto è subordinato all’approvazione degli Action plan. Sullo stesso obiettivo sono stanziati quasi 640 milioni pure in ambito Pnrr e il target prevede almeno 109 interventi antisismici completati entro la metà del 2026. Tra le altre azioni, meritano infine una segnalazione i 204 milioni previsti dal Recovery plan per la telemedicina, con 600 Centrali operative territoriali realizzate entro il 30 giugno 2024.

La ripartizione tiene conto della quota di accesso al Fsn 2021 e del criterio che prevede che al Sud vada almeno il 40% totale dei finanziamenti. Inoltre, in relazione all’assistenza domiciliare, i governatori hanno chiesto che si tenga in considerazione il dato demografico riguardante la popolazione residente di età superiore ai 65 anni in ciascuna Regione. “Resta ferma la necessità di condizionare l’assegnazione delle risorse alla sottoscrizione dei Cis (Contratti istituzionali di sviluppo, ndr) o di altri strumenti di programmazione negoziata tra le Regioni e il Ministero con allegati Action Plan regionali. All’interno verranno inserite anche delle sezioni dedicate agli oneri finanziari, comprensivi delle assegnazioni definitive delle somme”, spiega il documento. I piani operativi, comprendenti gli Action plan, dovranno comunque essere siglati con il ministero entro il 28 febbraio 2022. E la mancata sottoscrizione dei Cis entro il 31 maggio prossimo comporterà per la Regione l’improcedibilità dell’assegnazione definitiva. Mentre le eventuali rimodulazioni della programmazione e dell’assegnazione delle risorse saranno attuate dal dicastero della Salute.