Il M5s ci riprova: “Subito l’indennità agli infermieri. Immotivato lo stop a dicembre”

20 Gennaio 2022

La senatrice Barbara Guidolin a Nursind Sanità: “Abbiamo presentato un emendamento al Milleproroghe, giusto dar loro un riconoscimento, sono i meno pagati in Ue”

di Marta Tartarini

Il Movimento cinque stelle ci riprova: dopo il tentativo fallito di accelerare l’erogazione dell’indennità di specificità per gli infermieri in legge di Bilancio, adesso punta a utilizzare il veicolo del decreto Milleproroghe per dare “un segnale forte” alla categoria. La senatrice pentastellata Barbara Guidolin, intervistata da Nursind Sanità, sottolinea che si può superare lo scoglio del Mef per dare appunto un riconoscimento “agli infermieri italiani che sono i meno pagati in Europa”.

Cosa può cambiare nell’iter del Milleproroghe rispetto alla legge di Bilancio?
Noi ci stiamo riprovando. Dopo il mio testo presentato alla manovra, ora abbiamo presentato un emendamento alla Camera, a prima firma Mammì, perché i tempi ci sono. Il contratto del settore non è ancora stato firmato e poi ci vorranno ancora quattro mesi prima che venga riconosciuta in busta paga l’indennità che è stata prevista dalla scorsa legge di Bilancio.

Ma il Mef si è già messo di traverso.
Sì, ma noi crediamo che ora, che è stato possibile approfondire meglio la materia, questo scoglio si possa superare perché il nostro emendamento precisa che non si richiedono risorse aggiuntive, ma si tratta di utilizzare fondi già previsti nella scorsa legge di Bilancio. Pensiamo che sia ingiustificato lo stop arrivato a dicembre e crediamo necessario dare presto un segnale forte agli infermieri italiani che sono i meno pagati di Europa.

I meno retribuiti e in numero insufficiente per far fronte a tutte le necessità del sistema sanitario. Le risorse del Pnrr possono essere usare per superare questa situazione?
Io credo che il Recovery fund debba essere una grande occasione perché sono convinta che la carenza di personale sanitario, in particolare di infermieri, sia dovuta certo alla programmazione delle assunzioni e al numero chiuso delle facoltà, ma che ci sia a monte un’altra questione.

Quale?
Il fatto che i giovani che vogliono investire in questa professione si ritroveranno con stipendi troppo bassi. Nel prossimi anni bisognerà rivedere al rialzo la retribuzione di infermieri, operatori sociosanitari, sanitari e tecnici.

Anche il progetto dell’infermiere di famiglia può valorizzare questa professione?
Tutto quello che può migliorare la medicina territoriale va proprio nella direzione che auspichiamo. Sono in arrivo 20 miliardi per le case di Comunità, la telemedicina, investimenti per i servizi territoriali, ma è importante sottolineare che tutte queste strutture, che sono assolutamente necessarie, funzionano solo se al loro interno hanno personale formato e motivato. Sull’infermiere di famiglia, istituito dal decreto Rilancio, poi, il Movimento cinque stelle ha un disegno di legge incardinato in Senato a prima firma di Rino Marinello, è una battaglia che ci sta particolarmente a cuore.

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