Ultimo sgarbo agli infermieri: il governo dice no all’indennità di specificità

27 Gennaio 2022

FOCUS SCIOPERO. I 335 milioni erano stati stanziati dal Conte II, ma Draghi e Brunetta hanno stoppato le modifiche alla manovra che consentivano di erogare i fondi senza attendere il contratto

di U.S.V.

L’ultimo sgarbo della politica agli infermieri risale ai giorni finali del 2021. Un anno prima, in manovra, il governo Conte II aveva infatti stanziato una indennità di specificità: 500 milioni di euro per i medici, 335 milioni per gli infermieri e 100 milioni per gli Oss e le restanti professioni sanitarie. Per i medici, tuttavia, le risorse sono state erogate subito, già da gennaio 2021, mentre per tutti gli altri l’indennità è stata vincolata al rinnovo dei contratti.

Emendamenti alla manovra 2022 miravano quindi ad anticipare, rispetto alla sottoscrizione del Ccnl, gli arretati già a partire da questo mese. Il governo Draghi (con il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta) ha ritenuto invece di non fare propri gli emendamenti segnalati sia dal Movimento 5 stelle e sia da Fratelli d’Italia. Pertanto, dopo 24 mesi di lavoro in prima linea, la categoria ancora attende di ricevere questo dovuto riconoscimento. “Ciò che ferisce di più è l’atto di cattiveria gratuita: le risorse erano già state stanziate dal precedente governo e nulla si sarebbe sottratto alla contrattazione. Si è consapevolmente deciso di non dare neanche un piccolo segnale di attenzione al personale del comparto sanità che si sta sacrificando per salvare il Paese”, spiega Andrea Bottega, segretario nazionale del Nursind.

Su questo terreno si leva anche la voce delle ostetriche che in merito all’indennità scontano non solo la mancata erogazione delle risorse, ma anche “l’arbitraria estromissione dalla categoria infermieristica”, come spiega l’infermiera e ostetrica Fausta Pileri, segretaria Nursind Sassari e membro della direzione nazionale del sindacato. “Ciò significa che se gli infermieri percepiranno 75 euro lordi, le ostetriche ne prenderanno 20-30 in meno”. In generale, “non è tollerabile che la professione dell’ostetrica sia totalmente dimenticata. Ne abbiamo avuto prova per esempio con il bonus baby sitting del decreto Cura Italia. Nell’elenco dei beneficiari (comma 3 dell’articolo 25) non c’è traccia delle ostetriche. La classe politica ha ignorato proprio coloro che sono in prima linea nel momento della nascita”.

“Al ‘governo dei migliori’ evidentemente non interessa quello che gli infermieri stanno subendo e quanto sacrificio si chiede loro. Non si è visto nessun segnale di attenzione e vicinanza per gli sforzi che stiamo facendo. Anzi, ci è stato negato anche il dovuto – perché già stanziato – e cioè l’indennità di specificità. Uno schiaffo per chi ogni giorno sacrifica se stesso per salvare le vite degli altri e permettere al Paese di stare in piedi”, rincara ancora Bottega.

“Di fronte a questa sordità vogliamo manifestare il nostro diritto ad essere trattati per quello che valiamo. Non tutte le professioni e non tutti i lavori sono uguali. Non chiediamo uguaglianza, ma equità. Non vogliamo creare disagio ai cittadini più di quello che già vivono – conclude il segretario Nursind – Lottiamo, prima che sia troppo tardi, perché ci siano più infermieri e più motivati per poter dare ancora una assistenza di qualità”.

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