Eutanasia, la Consulta boccia il referendum. Ora tocca al Parlamento

15 Febbraio 2022

I giudici costituzionali: “Non viene preservata la tutela minima della vita umana”. L’associazione Coscioni: “Brutta notizia per la democrazia”. Letta e Conte: “Le Camere agiscano”
di NS

Niente da fare: la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum sull’eutanasia, il primo degli otto quesiti al vaglio della camera di consiglio della Consulta. In relazione alla “Abrogazione parziale dell’articolo 579 del Codice penale (omicidio del consenziente)”, la Corte ha spiegato che proprio con l’abrogazione della norma, “ancorché parziale”, non verrebbe “preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili”.

La sentenza sarà depositata nei prossimi giorni, ma tanto è bastato a scatenare subito le reazioni fuori e dentro il Parlamento, che nel frattempo è al lavoro su una legge che riguarda il fine vita. I promotori del referendum non nascondono la delusione. Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, parla a Rainews24 e commenta che la decisione della Corte costituzionale “è una brutta notizia per la democrazia nel nostro Paese, sarebbe stato una grande occasione su un tema che tocca la società italiane, e soprattutto le persone che saranno costrette ad attendere ancora molto tempo. Ma la battaglia per l’eutanasia legale non si ferma, useremo ogni strumento per noi utile per arrivare a un diritto umano e civile che deve essere conquistato dal nostro paese. Il referendum sarebbe stata la strada più utile ma lo faremo lo stesso”.

I sostenitori del testo referendario sono da sempre molto critici nei confronti del progetto parlamentare che non è imperniato in modo specifico sull’eutanasia, ma si occupa di “morte medicalmente assistita”. E infatti Riccardo Magi, deputato e presidente di +Europa, attacca: “Inammissibile è lasciare le persone in un dolore senza fine. Alla luce di questa decisione della Corte dovrebbero apparire ancora più evidenti le mancanze della legge che in Parlamento aspetta di vedere l’inizio del voto sugli emendamenti. La nostra lotta continuerà lì, dove si vedrà quanti vorranno emendare un testo gravemente insufficiente per renderlo utile a garantire davvero libertà di scelta ai cittadini”.

Mentre in ambito politico si riflette anche su una riforma dell’istituto referendario, che appare sempre più urgente, i leader non mancano di prendere posizione. “La bocciatura da parte della Corte costituzionale del referendum sull’eutanasia legale deve ora spingere il Parlamento ad approvare la legge sul suicidio assistito, secondo le indicazioni della Corte stessa”, dice il segretario Pd Enrico Letta. Il presidente del M5s, Giuseppe Conte, invece spiega: “Non possiamo gettare al vento le firme e la partecipazione dei cittadini. È imperativo del Parlamento dare una risposta subito a tutela della dignità di tante persone e famiglie che soffrono. Il Movimento cinque stelle c’è, abbiamo già un testo: basta attese”. Più laconico il segretario della Lega Matteo Salvini: “Sono dispiaciuto, la bocciatura di un referendum non è mai una buona notizia”. Soddisfazione per la decisione della Consulta viene invece espressa dal fronte parlamentare cattolico e dalla Cei.

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