Ucraina, la preoccupazione di Oms Europa: “Rischi di ulteriori danni per sistemi sanitari già fragili”

24 Febbraio 2022

Timori anche per l’accesso ai farmaci. Scaccabarozzi (Farmindustria): “Escludere la filiera dalle sanzioni”

di NS

L’invasione russa in Ucraina comporta pesanti conseguenze sul piano sanitario. Anche perché il conflitto inevitabilmente finisce col sovrapporsi all’emergenza pandemica. Tant’è che l’Ufficio europeo dell’Oms non ha nascosto la sua preoccupazione per la sicurezza, la salute e il benessere “di tutti i civili colpiti dalla crisi nel Paese”. Ha paventato insomma il rischio di una catastrofe umanitaria in Europa “con un significativo bilancio in termini di vittime” ma anche di “ulteriori danni ai già fragili sistemi sanitari”.

Oms Europa ha fatto sapere che sta lavorando a stretto contatto con i partner delle Nazioni Unite e ha naturalmente ribadito che continua a fornire “il necessario supporto sulle urgenti materie sanitarie”, in particolare nell’affrontare la persistente epidemia di poliomelite e di Covid 19. “Il diritto alla salute e l’accesso ai servizi sanitari – ha rimarcato – devono continuare a essere protetti ancor di più durante i tempi di crisi. Gli operatori, gli ospedali e le altre strutture non devono mai essere bersagli e devono poter continuare a soddisfare i bisogni sanitari delle comunità. La protezione dei civili è un obbligo del diritto internazionale umanitario”.

Anche l’accesso ai farmaci desta forti preoccupazioni di fronte all’escalation sul confine russo ucraino. A farsene portavoce è stato il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi: “Con Efpia (Federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche) confermiamo la volontà di garantire che i pazienti delle nazioni coinvolte nella crisi continuino ad avere accesso ai farmaci di cui hanno bisogno”, ha detto.

Il nostro Paese ha esportato in media nel 2020-2021 oltre 310 milioni di euro all’anno di prodotti farmaceutici verso Russia e Ucraina, che sono importanti anche per l’export di tutta la filiera. Condividiamo e sosteniamo quindi l’appello di Efpia alle parti coinvolte di escludere dall’ambito delle sanzioni l’intera filiera del farmaco, dai medicinali ai principi attivi farmaceutici, da qualsiasi altro bene intermedio per la produzione di diagnostici, trattamenti e vaccini, ai macchinari e al packaging. Assicuriamo l’impegno a lavorare per limitare l’impatto del conflitto sulla fornitura di medicinali e sulle sperimentazioni cliniche necessarie ai pazienti delle zone interessate dalla grave situazione”, ha concluso.

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