Fine vita, “La legge è un compromesso, ma va apprezzato. Si approvi così com’è al Senato”

11 Marzo 2022

Intervista di Nursind Sanità a Elio Vito, deputato di FI che ha votato a favore. Il suo appello: “Ora niente ostruzionismo. Evitare lo scontro ideologico”

di Marta Tartarini

La legge sul Fine vita, approvata ieri alla Camera, è un “compromesso, ma rappresenta un passo avanti che dobbiamo apprezzare”. Ne è convinto il deputato di Forza Italia Elio Vito che, con alcuni suoi colleghi, ha votato a favore, nonostante la contrarietà del suo partito. Intervistato da Nursind Sanità il parlamentare, voce critica tra gli azzurri sui temi etici, ritiene che sia meglio evitare modifiche per poter arrivare all’approvazione definitiva del testo in Senato. “Visti i tempi della legislatura, che volge al termine, dobbiamo essere realistici”, avverte. Per Vito poi bisogna cercare di approvare anche il ddl Zan contro l’omotransfobia.

Per l’accesso al suicidio assistito, in base al testo approvato, rimane una concomitanza di condizioni che rischia di restringere molto la platea. E’ così?
Sì, la platea è effettivamente molto limitata, ma si tratta comunque di un passo avanti che va apprezzato. Questa legge è un compromesso e spiace che il centrodestra abbia assunto un atteggiamento così critico, visto che sono state accolte modifiche richieste proprio da questo fronte, come l’obiezione di coscienza per i medici. 

Forza Italia è appunto critica, lei si aspettava un atteggiamento diverso dal suo partito?
In Aula 7 deputati hanno votato a favore, nonostante la contrarietà di FI. Non mi aspettavo di più. Quello che spiace sono i toni apocalittici che ho sentito dai colleghi. Ma devo dire che più dell’opposizione del centrodestra quello che si avverte in Parlamento è la forte influenza della Chiesa cattolica che cerca di esercitare una ingerenza inaccettabile. 

Come si risolve questo problema?
Io ho presentato una proposta di legge per abolire il Concordato. So che non sarà possibile discuterla in questa legislatura, ma sarebbe il momento di aprire un dibattito su tale tema.

Ora il testo passa al vaglio del Senato. Il rischio è che faccia la fine del ddl Zan e che quindi non veda mai la luce?
Io sono moderatamente ottimista perché c’è una sensibilità diffusa nella società civile, nelle famiglie a favore della legge. Dobbiamo evitare uno scontro ideologico su questi temi. Spero che anche il ddl Zan possa riprendere il suo cammino ed essere approvato. 

Quale messaggio lancia ai colleghi del centrodestra che hanno votato contro?
Il mio appello è che non si faccia ostruzionismo e non si alzino le barricate contro il Fine vita. Sarebbe un atteggiamento insopportabile anche per il nostro elettorato, che si aspetta una norma di civiltà.

A palazzo Madama però i rapporti di forza tra centrodestra e centrosinistra sono più equilibrati. Sarà necessario cambiare nuovamente il testo per allargare il consenso?
Come dicevo sono già state accolte alcune modifiche, non credo che vada più toccato. Non si devono fare passi indietro, introducendo ulteriori limitazioni. Realisticamente, considerando i tempi di approvazione, non credo si potranno neanche fare interventi migliorativi. Insomma la cosa migliore, a questo punto, è approvarlo così com’è anche al Senato.

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