Disturbi alimentari, boom dei casi per colpa della pandemia

15 Marzo 2022

Un aumento del 40% della patologia nel primo semestre del 2020 rispetto al primo semestre 2019. La mappa Iss aggiornata sui servizi sanitari. Roberto Fico: “Impegno da tutte le Istituzioni”

di NS

Oggi, 15 marzo, è la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla ed è anche l’occasione per fare il punto sui disturbi alimentari sui quali anche la pandemia ha inevitabilmente inciso.
I dati più recenti, infatti, relativi a una survey conclusasi a febbraio 2021, basata sull’incrocio di diversi flussi informativi analizzati dal Consorzio interuniversitario Cineca, fa sapere l’Istituto superiore di sanità, confermano un aumento della patologia di quasi il 40% rispetto al 2019: nel primo semestre 2020 sono stati rilevati nei diversi flussi informativi 230.458 nuovi casi contro i 163.547 del primo semestre 2019. Il carico assistenziale globale dei nuovi casi e casi in trattamento è stato rilevato nel 2020 nel numero di 2.398.749 pazienti, un dato sottostimato poiché esiste in questa patologia una grande quota di pazienti che non arriva alle cure. 

I dati della survey rivelano anche un ulteriore abbassamento dell’età di esordio: il 30% della popolazione ammalata è sotto i 14 anni e una maggiore diffusione nella popolazione maschile (nella fascia tra i 12 e 17 anni comprende il 10%).

E’ in continua evoluzione la mappa dell’Iss dedicata ai servizi sui disturbi alimentari: ad oggi sono 108 le strutture accreditate (erano 91 poche settimane fa) su tutto il territorio nazionale (101 del Ssn e 7 del privato accreditato): 55 centri al Nord (di cui 19 in Emilia Romagna), 18 al Centro Italia e 35 tra Sud e Isole. Sono questi gli ultimi dati rilevati dall’Istituto e presentati proprio oggi, nel corso di una tavola rotonda.  “Facilitare la richiesta di aiuto e informare sull’assistenza sono gli obiettivi della mappatura dei centri – spiega Roberta Pacifici, responsabile del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Iss dopo aver censito le strutture del Ssn, infatti, l’Istituto ha iniziato a mappare anche i centri del privato accreditato, notando un forte impatto e coinvolgimento su questi disturbi del comportamento alimentare, purtroppo in crescita durante il periodo pandemico”.

Il censimento in continua evoluzione consente anche di conoscere informazioni relative all’utenza assistita.  Risultano in carico al 65% dei Centri censiti quasi 9.000 utenti (8.947), prevalentemente di genere femminile 90% rispetto al 10% di maschi. Il 58% degli utenti ha tra i 13 e i 25 anni, il 7% meno di 12 anni.  Rispetto alle più frequenti diagnosi l’anoressia nervosa è rappresentata nel 36,2% dei casi, la bulimia nervosa nel 17,9% e il disturbo di binge eating nel 12,4%. Sono 1.099 inoltre i professionisti che lavorano nei centri, tutti formati e aggiornati: soprattutto psicologi (21%), psichiatri o neuropsichiatri infantili (17%), infermieri (14%) e dietisti (11%).

Sui disturbi alimentari riflettori accesi anche in Parlamento. Il presidente della Camera Roberto Fico, intervenendo a un convegno a Palazzo Theodoli, li ha definiti un problema di salute pubblica, ma più in generale “sociale”. Fenomeni “gravi e complessi” che “richiedono un impegno non soltanto degli operatori sanitari – ha detto – ma di tutte le Istituzioni in almeno due direzioni”. Bisogna “assicurare servizi e strutture sanitarie dedicate ed adeguate per la diagnosi e la cura dei disturbi alimentari”, ma serve anche un “rafforzamento della comunicazione pubblica su questo tema. E più in generale la capacità di ascolto in particolare nei riguardi dei più giovani, che spesso trovano difficoltà a esprimere e affrontare malesseri a cui non sanno dare un nome”.

La terza carica dello Stato ha ricordato i passi avanti fatti in questa legislatura: “Nella legge di Bilancio 2022 è stato istituito il ‘Fondo per il contrasto dei Disturbi della Nutrizione e della Alimentazione’, con dotazione di 15 milioni di euro per il 2022 e 10 milioni per il 2023. Inoltre, i disturbi del comportamento alimentare sono stati inseriti nei Livelli essenziali di assistenza al di fuori del capitolo della ‘salute mentale’ in cui venivano catalogati in precedenza”. Dopodiché si è detto anche certo “che ulteriori misure potranno essere adottate nell’ambito del più generale percorso di rafforzamento del Sistema sanitario nazionale previsto dal Piano nazionale per la ripresa e la resilienza”.

A insistere perché “il Parlamento dia un segnale concreto di attenzione su questo tema, accelerando l’esame della nostra proposta” infine, è la deputata della Lega Arianna Lazzarini, prima firmataria di una pdl ad hoc e membro della commissione Affari sociali della Camera. “Non solo anoressia e bulimia – ha evidenziato – : i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono numerosi. Pensiamo per esempio a binge-eating e picacismo. Scarsa consapevolezza della malattia, sottovalutazione della gravità dei sintomi clinici anche in presenza di eventi acuti, ambivalenza nei confronti del trattamento di cure sono sindromi, spesso giovanili, che danneggiano significativamente la loro salute fisica”.

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