Covid, Fiaso: “Risale la curva dei ricoveri pediatrici, +48% dei pazienti”

16 Marzo 2022

Secondo la Federazione, inoltre, scendono ancora ma più lentamente le ospedalizzazioni degli adulti

di NS

La curva dei ricoveri scende ancora ma molto più lentamente: in una settimana il numero dei pazienti ricoverati in aree Covid si è ridotto del 5,2%. Nei reparti ordinari la diminuzione è stata del 5% mentre nelle terapie intensive la quota è scesa del 7,5%. È quanto emerge dalla rilevazione negli ospedali sentinella Fiaso del 15 marzo. I ricoveri, in discesa dal 1° febbraio, avevano registrato la scorsa settimana un calo del 16%.

Negli ultimi sette giorni, tuttavia, si riflettono sulle ospedalizzazioni gli effetti della risalita della curva dei contagi. Tra i pazienti in ospedale, infatti, si registra un lieve aumento del 2% di ricoverati “con Covid” nei reparti ordinari. Si tratta di pazienti arrivati in ospedale per curare altre patologie e trovati incidentalmente positivi al virus grazie al tampone pre-ricovero.

“Registriamo un piccolo aumento dei ricoverati ‘con Covid’, pazienti in cura per altre patologie ma positivi al virus, mentre continua a scendere il numero dei pazienti in ospedale ‘per Covid’, ovvero con sintomi respiratori e polmonari. Questo significa che c’è ancora una circolazione intensa del virus ma, grazie alla vaccinazione, il fenomeno della circolazione è divergente da quello dell’ospedalizzazione ‘per Covid’: la probabilità di avere una malattia polmonare dopo essersi infettati si è ormai ridotta notevolmente”, dichiara il presidente di Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere), Giovanni Migliore. “Occorre ancora prestare la massima prudenza e continuare ad adottare le precauzioni soprattutto per i soggetti superfragili”.

Focus terapia intensiva
In terapia intensiva la riduzione in una settimana è stata del 7,5%. Tre pazienti su quattro in rianimazione sono ricoverati ‘per Covid’ con gravi sintomi respiratori: l’83% non risulta vaccinato o non ha ancora fatto la terza dose. È la conferma di come la vaccinazione sia cruciale nella prevenzione dell’ingresso in terapia intensiva e di complicanze gravi della malattia. Per questo è necessario insistere sulla somministrazione della terza dose che ancora molti cittadini non hanno fatto e che serve a proteggere dalle conseguenze gravi del Covid.

Focus pazienti pediatrici
Fiaso ha analizzato anche tra i piccoli pazienti in ospedale la presenza o meno di sintomi respiratori e polmonari tipici da Covid. Applicando la distinzione tra ricoverati ‘per Covid’ e ricoverati ‘con Covid’ è possibile notare come i bambini ricoverati ‘con Covid’, ovvero pazienti in cura per altre patologie trovati positivi al virus, siano più che raddoppiati in una settimana. I ricoverati ‘per Covid’, invece, continuano lentamente a diminuire. L’incremento del 48% si concentra esclusivamente sui pazienti incidentalmente positivi al tampone, e dunque isolati in reparti Covid, ma che necessitano di differenti cure e terapie in ospedale.

“Le scuole sono tutte aperte e i bambini rappresentano la categoria di popolazione meno vaccinata in assoluto – ragiona Migliore -. E’ chiaro che con questa circolazione ancora intensa e la presenza di Omicron 2 il virus colpisca proprio i soggetti meno vaccinati. Il 48% dei piccoli pazienti ricoverati, infatti, ha tra 0 e 4 anni e non può dunque essere vaccinato. Desta ancora preoccupazione il dato sulle vaccinazioni dei genitori dei neonati: il 46% dei piccolissimi pazienti tra 0 e 6 mesi finiti in ospedale ha entrambi i genitori no vax e un’altra percentuale dell’8% un genitore vaccinato e l’altro no. Più della metà dei neonati ricoverati non ha alcuna protezione dal virus nemmeno da parte dei familiari che se ne prendono cura”.

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