Sanità: visite specialistiche per quasi otto prestazioni intramurarie su dieci

25 Marzo 2022

I dati Agenas: il 22% delle prenotazioni riguarda invece la diagnostica. In 13 Regioni su 21 risulta troppo sbilanciato il rapporto tra intramoenia e regime istituzionale

di NS

È ancora una chimera, a livello nazionale, l’equilibrio nel rapporto, che non dovrebbe superare il 100%, tra le prestazioni erogate in attività libero-professionale intramuraria e quelle in regime istituzionale. Secondo i numeri presentati oggi da Agenas, infatti, la soglia è sforata in ben 13 Regioni su 21, soprattutto nell’ambito della visita e dell’ecografia ginecologica. È uno dei dati che emergono dall’indagine sullo stato di attuazione dell’esercizio della stessa attività intramuraria nel 2020, anno sconvolto dalla pandemia. Non per niente, i monitoraggi (svolti in modalità ex ante, ossia al momento della prenotazione) sono stati effettuati a gennaio, luglio e ottobre, mentre quello di aprile è saltato a causa del lockdown. Ogni rilevazione, inoltre, misura l’attività di prenotazione, riferita a 69 prestazioni, di una settimana indice.

La maggior parte delle richieste (circa il 78% del totale) riguarda comunque le visite specialistiche; di contro il 22% di prenotazioni concerne le prestazioni diagnostiche. Le visite più prenotate in intramoenia sono: la cardiologica (12.477 prenotazioni a gennaio, 9.695 a luglio e 9.888 ad ottobre), la visita ginecologica (11.030 prenotazioni a gennaio, 8.775 a luglio e 8.897 ad ottobre) e la visita ortopedica (10.461 prenotazioni a gennaio, 7.810 a luglio e 7.090 ad ottobre). In riferimento ai tempi di attesa, circa il 57,1% delle prenotazioni ha un tempo di attesa inferiore ai 10 giorni; circa il 28,4% delle prenotazioni viene fissato tra gli 11 e i 30/60 giorni (30 gg per la visita specialistica, 60 gg per le prestazioni strumentali); invece per il 14,5% delle prenotazioni si deve attendere oltre i 30/60 giorni. La mammografia rappresenta la prestazione con giorni di attesa medi più alti; solo 1/3 ha una prenotazione entro 10 giorni. 

L’osservazione delle medie dei tempi di attesa delle prestazioni prenotate nelle settimane indice (ottobre 2019, gennaio 2020, luglio 2020, ottobre 2020), per alcune prestazioni più critiche, mostra come, dopo un peggioramento riscontrato a luglio 2020 a causa dell’emergenza Covid, ci sia stato un netto miglioramento nella settimana indice di ottobre 2020 (con valori medi più bassi rispetto ad ottobre 2019). Solo nel caso delle mammografie i valori registrati sono più alti nel confronto ottobre 2019 verso ottobre 2020. Il 91% delle prestazioni viene erogato esclusivamente all’interno degli spazi aziendali, l’8% esternamente all’azienda, ma secondo le tipologie previste (studi privati collegati in rete o presso altre strutture pubbliche previa convenzione). Solo un residuale 1% di attività viene svolta presso studi non ancora collegati in rete.

Dall’analisi dei volumi relativi alle prestazioni ambulatoriali monitorate nel Pngla (Piano nazionale governo liste di attesa) del primo e secondo semestre 2020, emerge che il rapporto tra i volumi di visite specialistiche erogate in attività intramoenia e i volumi di quelle erogate in regime istituzionale registra, a livello nazionale, valori compresi tra il 3% (visita fisiatrica e visita oncologica) e il 29% (visita ginecologica), mentre quello tra i volumi di prestazioni diagnostiche ha valori compresi tra l’1% (TC, elettrocardiogramma dinamico (holter), Elettromiografia, mammografia monolaterale, RM, spirometria globale) e il 42% (ecografia ginecologica).

“Le attività e i risultati presentati – chiosa il direttore generale di Agenas, Domenico Mantoan – sono il frutto di una disciplina che si è radicata nell’ordinamento nazionale attraverso un percorso normativo articolato, contraddistinto da ripetuti interventi del legislatore orientati alla maggior efficienza, liceità e trasparenza del sistema. Ora, grazie anche alle capacità di analisi sempre più dettagliate ed accurate, abbiamo la possibilità di individuare buone pratiche da implementare su tutto il territorio nazionale. Il potenziamento dei servizi avviene anche attraverso l’organizzazione di momenti di confronto come quelli odierni che hanno visto la partecipazione di tutti i soggetti istituzionali interessati nonché dei rappresentanti delle Associazioni dei pazienti”.

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