Vaccini, sulla quarta dose l’Italia aspetta una risposta unitaria dell’Ue entro 7 giorni

31 Marzo 2022

Il ministro Speranza risponde in Aula al Senato. Quarta dose, farmacovigilanza, liste d’attesa e missione russa in Italia, ecco cosa ha detto

di NS

A chi toccherà fare la quarta dose? I cittadini se lo chiedono mentre gli esperti si dividono. Intanto, gli Stati Uniti hanno dato il via libera per gli over 50, ma l’Europa per ora marcia divisa. Proprio su questo è stato interrogato oggi al Senato il ministro della Salute. Roberto Speranza non ha potuto fare altro che confermare come sul tema la discussione sia aperta. “Rispetto alla quarta dose, alcuni Paesi Ue hanno già iniziato a dare delle indicazioni. La Germania ha dato indicazioni di quarta dose sopra i 70 anni, la Francia sopra gli 80 anni, la Gran Bretagna sopra i 75 e gli Stati uniti per gli over 50”.

E noi? Il ministro ha ricordato la proposta che ha avanzato alla riunione dei ministri della Salute di martedì scorso: “Ho chiesto all’Ue di non procedere in ordine sparso, ma di valutare sulla base dell’evidenza scientifica un solo orientamento da tenere in tutti i Paesi europei”. La riunione, ha aggiunto, “si è chiusa con un mandato alla commissaria europea di sentire Ecdc ed Ema e di arrivare, in un tempo breve, di sette giorni, ad una proposta unitaria su questa materia”. Ma Speranza si è soffermato anche sulla questione del testing anticorpale e sul perché non sia stato considerato ai fini della risposta immunitaria: “Il titolo anticorpale non è sufficiente per valutare la risposta immunitaria di una singola persona, sarà un tema sui dovremo ancora confrontarci con la nostra comunità scientifica”.

E’ tornato a dare rassicurazioni anche sul fronte della farmacovigilanza:  “Ema, in collaborazione con le autorità competenti degli Stati membri, stila e aggiorna periodicamente la lista dei farmaci da sottoporre a monitoraggio addizionale”, quel sistema  cioè “volto a migliorare la segnalazione degli eventi avversi”. Quindi, il ministro ha confermato che è un ‘attività che prosegue, “è allo stato operante”, ha detto. Oltre che un obbligo di legge. Non senza ribadire che “tutti gli operatori sanitari attivi nell’ambito della campagna di vaccinazione sono stati adeguatamente formati sia per la somministrazione che per il monitoraggio di eventuali reazioni”. La gestione, insomma, è in mano direttamente agli operatori sanitari “che conoscono le procedure e modalità d’invio di eventuali segnalazioni”.

Ma in cosa consiste l’attività di vaccino-vigilanza? A spiegarlo è stato proprio Speranza in Aula, parlando di un doppio binario: una farmacovigilanza attiva, che si basa sulla raccolta di segnalazioni spontanee provenienti sia da professionisti del settore sanitario che da cittadini, e una farmacovigilanza passiva, che si basa su una raccolta d’informazioni attraverso studi indipendenti. Il concetto di fondo che Speranza ha rimarcato ancora una volta è quello dell’efficacia dei vaccini: “Sono stati uno strumento essenziale per aprire una fase nuova nel nostro Paese, in Europa e nel mondo – ha detto -: abbiamo superato 11 miliardi di dosi somministrate a livello planetario e in Italia arriveremo nelle prossime ore a 136 milioni”. Tra l’altro, “tutti gli studi confermano come si tratti di vaccini efficaci e sicuri”.

Altro tema sul quale il ministro ha risposto durante il question time è stato quello delle liste d’attesa, ricordando che tra il decreto Agosto e la legge di Bilancio è stato stanziato “in tutto un miliardo” e che questo si aggiunge ai dieci miliardi in più del Fondo sanitario, ai 20 del Pnrr e ai 626 milioni del Pon. Ma Speranza ha anche evidenziato che bisognerà fare di più: “Non vi è alcun dubbio che durante le diverse ondate della pandemia ci siano stati rallentamenti nell’attività di screening, su visite mediche e interventi chirurgici.  E’ una priorità – ha concluso – quella di lavorare nelle prossime settimane per una attività forte di recupero di questi ritardi”.

Quanto infine all’aiuto dei sanitari russi nella lotta al Covid in Italia, e quindi alla cooperazione risalente alla primavera del 2020, ha ricordato come l’iniziativa nacque a seguito di un colloquio prima tra il presidente del Consiglio e il presidente russo e poi tra i ministri della Difesa, che il “coordinamento degli aiuti è stato gestito dalla Protezione civile” e che l’ accordo tra l’Istituto Spallanzani e il russo Gamaleya “è stato sospeso”.

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