Covid, parte una nuova indagine rapida sulle varianti

04 Aprile 2022

Lo stabilisce una circolare del Ministero. Sarà coordinata dall’Iss. A preoccupare è soprattutto la Omicron Xe. Ricciardi: “Non sembra più letale, ma è più contagiosa”

di NS

Preoccupano le nuove varianti Covid, anche in Italia.  In particolare è la Omicron Xe che “non sembra più letale, ma più contagiosa”, come ha sottolineato il professor Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, intervenendo ad Agorà su Rai3. E il Ministero si muove, dando il via a una nuova indagine rapida, come stabilito nella circolare firmata dal direttore generale della prevenzione del dicastero, Giovanni Rezza (nella foto).

“Al fine di stabilire una mappatura del grado di diffusione delle varianti Voc (Variant of concern), ed in particolare della variante Omicron e dei suoi sottolignaggi in Italia, verrà realizzata una indagine rapida (quick survey) coordinata dall’Istituto superiore di sanità con il supporto della Fondazione Bruno Kessler e in collaborazione con il ministero della Salute, le Regioni e le Provincie autonome – si legge nel documento -. L’obiettivo di questa indagine sarà quello di identificare, tra i campioni con risultato positivo” possibili casi di infezione “riconducibili a queste varianti. Questa valutazione prenderà in considerazione i campioni notificati il 4 aprile 2022 (prime infezioni non follow-up) da analizzare tramite sequenziamento genomico”.

La nuova variante Xe, un mix tra Omicron 1 e Omicron 2, “è ancora sotto osservazione” ha spiegato ancora Ricciardi, sottolineando come ci siano 600 casi in Gran Bretagna, dove la proliferazione di varianti è agevolata dall’assenza totale di restrizioni. Una variante non più letale, stando alle prime osservazioni, ma più contagiosa e “questo è preoccupante perché genera un contagio enorme con il coinvolgimento di cittadini e anche operatori sanitari”, ha aggiunto il consulente del ministro della Salute. Secondo l’esperto “ci dobbiamo preparare mentalmente ad una battaglia di lunga durata che non finisce con l’emergenza giuridica: vaccinazioni, green pass, mascherine e comportamenti saggi vanno tenuti”.

Sul tema della nuova variante Xe è intervenuto anche, in un’intervista a La Stampa, Carlo La Vecchia, epidemiologo e docente dell’Università statale di Milano: si sa ancora poco della nuova variante scoperta nel Regno Unito, ma al momento “non c’è il timore di una massiccia quinta ondata”, anche perché, ha spiegato La Vecchia, “gran parte della popolazione è già venuta in contatto con Omicron e la bella stagione è alle porte”.  “È difficile da prevedere” se la nuova variante si diffonderà anche in Italia, ha affermato ancora l’epidemiologo, che in vista della decisione prevista per il 20 aprile sulla proroga dell’obbligo delle mascherine al chiuso, ha aggiunto: “Dobbiamo sempre guardare l’andamento dell’epidemia. Credo che aver rimandato di un mese l’abolizione dell’obbligo sia stato saggio. Qualsiasi allentamento delle misure – ha messo in guardia – favorisce infatti una maggiore diffusione del virus”.

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