Tossicodipendenza, sono 125mila le persone seguite in Italia

04 Aprile 2022

Nel 2020, secondo il rapporto del ministero della Salute, calano i ricoveri e gli accessi in Pronto soccorso. L’eroina è la sostanza più usata

di NS

Nel 2020 il numero delle persone dipendenti da sostanze stupefacenti assistite in Italia dai servizi pubblici per le dipendenze è calato leggermente rispetto all’anno precedente, passando da oltre 130mila a 125.428, probabilmente a causa della pandemia di coronavirus scoppiata proprio due anni fa, e che ha inciso molto anche sui ricoveri (14.323, il 23% in meno) e negli accessi ai pronto soccorso (5.577, lo 0,04% degli accessi totali, un calo del 30%). I pazienti trattati, nel 2020, sono stati per la stragrande maggioranza (86%) di sesso maschile e l’eroina rimane la sostanza più usata, in particolare tra i più giovani. Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto tossicodipendenze 2020 pubblicato oggi dal ministero della Salute, e realizzato analizzando i dati del Sistema Informativo Nazionale per le Dipendenze (Sind).

Degli oltre 125mila dipendenti da sostanze che si sono rivolti ai servizi pubblici, 15.671 lo hanno fatto per la prima volta nel 2020 (il 12,5%): tutti gli altri 109.757 sono invece soggetti già in carico o rientrati dagli anni precedenti (87,5% del totale). Come detto, quello delle dipendenze si conferma un problema eminentemente maschile, con un rapporto di una donna ogni sei uomini coinvolti, mentre i percorsi di disintossicazione sono frequentati per la quasi totalità da pazienti di nazionalità italiana, che sono ben il 91,3%.
Le classi di età più frequenti sono quelle comprese tra i 35 e i 54 anni, il 63,9% dell’utenza in trattamento per droga è in carico ai servizi per uso primario di oppiacei; tale percentuale scende al 28,8% tra i nuovi utenti, mentre tra le persone già in carico o rientrate arriva al 68,9%. E se l’eroina rimane la sostanza primaria più usata dall’insieme degli utenti in trattamento, la proporzione di persone diminuisce nel corso degli anni.

L’accesso ai servizi per uso primario di cannabis riguarda invece circa il 27,9% dei nuovi utenti e il 9,7% dei pazienti già in carico ai servizi dagli anni precedenti. Per la cannabis, negli anni più recenti – si legge nel Rapporto -, si osservano valori tendenzialmente decrescenti per i nuovi utenti e crescenti per gli utenti già in carica. Per quanto riguarda l’età media dal 2014 dei pazienti dei SerD, si nota un generale aumento, più evidente per i maschi: se si considera l’età al primo uso per oppiacei, cocaina e cannabinoidi si osserva una sostanziale stabilità temporale soprattutto nell’ultimo triennio. L’età al primo trattamento per gli oppiacei e per la cocaina l’andamento è tendenzialmente crescente fino al 2017 per i maschi e al 2018 per le femmine; successivamente si osserva una flessione soprattutto per gli oppiacei.

Sono 7.463 gli assistiti che presentano almeno una patologia psichiatrica concomitante, pari al 6% degli assistiti in trattamento presso i SerD. Il 55,6% di loro è affetto da disturbi della personalità e del comportamento, il 13,2% da sindromi nevrotiche e somatoformi, il 12,5% da schizofrenia e altre psicosi funzionali, il 2,7% da depressione e lo 0,8% da mania e disturbi affettivi bipolari. Sono stati 14.323 i pazienti dimessi (di cui 13.777 in regime ordinario e 546 in regime diurno) con diagnosi correlate all’uso di droghe dalle strutture ospedaliere italiane.

Sono questi i numeri con i quali devono confrontarsi i 575 Serd (Servizi pubblici per le Dipendenze) presenti sul territorio nazionale per rendere il servizio più accessibile a tutta la popolazione, con un personale dipendente complessivo che al 31 dicembre 2019 era pari a 6.200 unità: tra queste gli infermieri rappresentano il 31% del totale (6.574 unità), seguiti dai medici (22,1%), dagli assistenti sociali (13,7%), dagli psicologi (14,5%), dagli educatori professionali pari (9,7%) e dagli operatori socio-sanitari e operatori tecnici addetti con l’1,5%.

Il documento redatto oggi, spiega il Ministero, “è uno strumento conoscitivo fondamentale per i diversi soggetti istituzionali responsabili della definizione ed attuazione delle politiche sanitarie del settore dipendenze, per gli operatori e per i cittadini utenti del Servizio sanitario nazionale”.

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