Tamponi e mascherine: cadono i tetti ai prezzi, ma Federfarma prova a frenare gli aumenti

05 Aprile 2022

La Federazione è pronta a valutare eventuali nuovi accordi o protocolli d’intesa a tutela della salute dei cittadini. Italia viva annuncia un emendamento al decreto Riaperture

di NS

Con la fine dello stato di emergenza il 31 marzo non sono più in vigore gli accordi che prevedevano prezzi calmierati per test antigenici e mascherine. Ma tamponi e mascherine, queste ultime ancora obbligatorie al chiuso fino a tutto aprile, continuano ad essere strumenti indispensabili, rispettivamente, per monitorare e prevenire i contagi da Covid-19. Per questo Federfarma, la federazione nazionale che rappresenta le farmacie private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, sottolinea l’importanza di mantenere inalterate le condizioni economiche per la loro erogazione: “Sono convinto che anche in questo caso prevarrà il grande senso di responsabilità che le farmacie hanno già dimostrato fin dalle prime fasi buie di questa pandemia, quando hanno tempestivamente ampliato la gamma di servizi offerti per rispondere al meglio alle nuove esigenze di salute dei cittadini”, afferma il segretario nazionale della Federazione Roberto Tobia.

“Consapevoli che la fine dello stato di emergenza non implica la fine della pandemia, continueremo ad impegnarci per far sì che tutti i cittadini possano agevolmente continuare a svolgere le proprie attività quotidiane in sicurezza”, conclude Tobia, confermando la disponibilità di Federfarma a valutare eventuali nuovi accordi o protocolli d’intesa a tutela della salute dei cittadini.

Analoghi auspici sono formulati anche dalle organizzazioni territoriali: secondo il presidente di Federfarma Lombardia Annarosa Racca “i farmacisti, per venire incontro ancora una volta alle necessità dei cittadini, continueranno su base volontaria a erogare questi servizi”, mantenendone invariati i prezzi; il presidente di Federfarma Verona Elena Vecchioni sottolinea che le farmacie continueranno, “come da prassi, ad effettuare non solo i tamponi, ma a caricare quotidianamente i relativi report dei casi negativi e positivi nella piattaforma digitale veneta, contribuendo in questo modo al monitoraggio ufficiale della pandemia”.

C’è da dire che già lo scorso 1 aprile Federfarma, in una circolare, metteva in fila i cambiamenti derivanti dalla fine dello stato di emergenza, incluso lo stop a regole e accordi sui prezzi calmierati (75 centesimi per le mascherine Ffp2 e 15 euro per i tamponi cosiddetti ‘rapidi’). Comunque, al di là della disponibilità dell’associazione dei farmacisti, la questione – visto l’impatto sui cittadini e soprattutto i dati del contagio ancora alti – è all’attenzione del Parlamento. Non a caso le parlamentari di Italia viva, Annamaria Parente e Lisa Noja, hanno annunciato un emendamento al decreto uscita dall’emergenza (il decreto Riaperture, ndr) volto proprio a confermare i prezzi in vigore fino al 31 marzo: “Non ci sembra giusto e soprattutto riteniamo contraddittorio abolire il prezzo calmierato per mascherine e tamponi, quando tutti invitiamo comunque alla prudenza nei comportamenti e resta l’obbligo nei luoghi chiusi”, hanno spiegato.

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