Vaccini, arriva il via libera dell’Ema alla quarta dose per gli over 80

06 Aprile 2022

Secondo gli esperti è troppo presto per un suo impiego in tutte le altre fasce d’età: “Non c’è una chiara evidenza a sostegno dell’uso immediato”

di NS

Era attesa ed è arrivata la decisione dell’Agenzia europea del farmaco sulla quarta dose. In Ue fino a questo momento ci si era mossi in ordine sparso tant’è che il ministro della Salute Roberto Speranza aveva appunto sollecitato “un solo orientamento da tenere in tutti i Paesi”. E oggi via Twitter ha ringraziato la commissaria Stella Kyriakides “per l’importante lavoro fatto al fine di offrire indicazioni sul seguito della campagna vaccinale nei paesi dell’Unione europea”.

Ma qual è dunque la linea da seguire? Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e la task force Covid-19 (Etf) dell’Ema hanno concluso che è troppo presto per prendere in considerazione l’utilizzo di una quarta dose di vaccini Covid-19 mRNA (Comirnaty di Pfizer e Spikevax di Moderna) nella popolazione generale. Niente quarta dose per tutti, insomma. Ma può essere somministrata agli adulti di età pari o superiore a 80 anni. E’ questa la conclusione cui sono arrivate entrambe le agenzie, dopo aver esaminato i dati sul rischio più elevato di Covid-19 grave in questa fascia di età e sulla protezione fornita da una quarta dose.

L’Ecdc e l’Ema hanno osservato che attualmente non ci sono prove chiare nell’Ue che la protezione del vaccino contro malattie gravi stia diminuendo sostanzialmente negli adulti con sistema immunitario normale di età compresa tra 60 e 79 anni e quindi nessuna chiara evidenza a sostegno dell’uso immediato di una quarta dose. Le autorità continueranno a monitorare i dati per determinare se esiste un rischio crescente di malattie gravi tra coloro che sono vaccinati.

Al momento il quadro è questo. Qualora l’attuale situazione epidemiologica dovesse cambiare, però, ed emergessero nuovi segnali, potrebbe rendersi necessario considerare una quarta dose in questa fascia di età. Le due agenzie aggiungono però che nel frattempo, le autorità nazionali prenderanno in considerazione anche i dati locali per decidere se utilizzare una quarta dose nelle persone a rischio più elevato.

E per gli adulti di età inferiore ai 60 anni? Per questi soggetti con sistema immunitario normale – fanno sapere – non ci sono attualmente prove conclusive che la protezione del vaccino contro malattie gravi sia in diminuzione o che vi sia un valore aggiunto di una quarta dose. Poiché le campagne di rivaccinazione potrebbero iniziare in autunno, le autorità valuteranno il momento migliore per dosi aggiuntive, possibilmente sfruttando i vaccini aggiornati.
Finora, dagli studi sui booster aggiuntivi non sono emersi problemi di sicurezza. L’Ecdc e l’Ema esortano i cittadini dell’Ue a completare i loro programmi per le vaccinazioni iniziali e di richiamo in linea con le raccomandazioni nazionali. Alla fine di marzo 2022, l’83% degli adulti aveva ricevuto vaccinazioni iniziali complete e solo il 64% aveva ricevuto una dose di richiamo.

Quanto agli effetti di una quarta dose, le prove provengono in gran parte da Israele: i dati indicano che un secondo richiamo dato almeno 4 mesi dopo il primo ripristina i livelli di anticorpi senza sollevare nuovi problemi di sicurezza. Suggeriscono anche che un secondo booster fornisce una protezione aggiuntiva contro le malattie gravi, anche se la durata dei benefici non è ancora nota e le prove sono ancora limitate.

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