Più attenzione alle malattie reumatologiche: il Parlamento incalza il Governo

07 Aprile 2022

Un mese dopo l’approvazione di una mozione bipartisan, le associazioni di pazienti e le società scientifiche incontrano la politica: “Necessari percorsi a misura di paziente”

di NS

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, le oltre 200 malattie del campo reumatologico sono la prima causa di dolore e di disabilità in Europa. Nonostante ciò, persiste nella società una evidente sottovalutazione dell’importanza di questo tipo di malattie, capaci di colpire anche persone giovanissime e nel pieno delle proprie facoltà fisiche: per questo medici, pazienti e società scientifiche devono essere coinvolti in maniera sempre più integrata nei processi decisionali della politica sanitaria, nei tavoli governativi, nella stesura di percorsi e terapie che siano sempre più moderne “a misura di paziente”.

A poco più di un mese dall’approvazione di una mozione bipartisan che impegnava il Governo a fare di più su ben undici punti riguardanti le malattie remautologiche, l’attenzione del Parlamento sul tema rimane alta: lo dimostra l’incontro che la deputata di Coraggio Italia Fabiola Bologna (a destra nella foto) ha organizzato a Montecitorio per far ragionare insieme la politica, le associazioni dei pazienti e i ricercatori sullo stato dell’arte dell’assistenza. Un incontro in cui tutte le parti hanno riaffermato, come sottolineato dalla stessa Bologna, che “è fondamentale implementare i tavoli di discussione sulle patologie reumatologiche e la creazione, a livello nazionale, di un tavolo di lavoro che comprenda tutti gli stakeholders coinvolti”.

Tanto più che due dei punti della mozione approvata un mese fa impegnavano il Governo proprio su questo: favorire l’istituzione di tavoli in tutte le Regioni con la partecipazione dei portatori d’interesse sulle patologie reumatologiche e portare poi tutte le istanze al ministero della Salute con un tavolo nazionale, coinvolgendo le principali società scientifiche ed associazioni di pazienti. Tra queste nell’atto figurano l’Anmar (Associazione nazionale malati reumatici), l’Apmarr (Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare) e l’Amrer (Associazione malati reumatici Emilia Romagna) al fine di esaminare lo stato dell’arte e fornire linee di indirizzo volte al miglioramento della presa in carico complessiva del paziente reumatologico.

Sempre la mozione, poi, dedica spazio alla digitalizzazione e all’assistenza territoriale, che grazie ai fondi stanziati con il Piano nazionale di ripresa e resilienza potranno contribuire a un miglioramento della ricerca scientifica, della formazione e dell’assistenza sanitaria. Ed è su questo che ha insistito la deputata di CI e segretario della commissione Affari sociali: “Sulla telemedicina sono investiti miliardi e speriamo che anche per i malati reumatici ci siano dei percorsi in tal senso”.

Del resto, proprio l’adozione di progetti innovativi nell’ambito della ricerca scientifica e l’incentivazione della telemedicina e dell’intelligenza artificiale sono i primi impegni contenuti nella mozione. E proprio oggi il ministro della Salute Roberto Speranza ha sottolineato che “nella sanità del futuro un ruolo strategico lo avranno le nuove tecnologie, su questo dobbiamo investire con coraggio e determinazione”. Ma il Governo dovrà provvedere anche a implementare l’utilizzo del fascicolo sanitario elettronico e a creare specifici indicatori di performance per valutare lo stadio di realizzazione degli obiettivi di salute: il tutto per arrivare a una presa in cura sempre più personalizzata sulle esigenze del paziente.

Di strada insomma ce n’è da fare. Comunque, il primo successo, a sentire tutti gli stakeholder, è già l’aver portato a compimento una mozione unitaria e poterne di qui in poi valutare gli sviluppi: “Per noi è una enorme gratificazione, come società scientifica, essere riusciti ad arrivare a un obiettivo insieme ai pazienti, e aver trovato l’appoggio e il supporto da parte del mondo politico con il proprio know how – assicura Roberto Gerli, presidente della Società italiana di reumatologia (a sinistra nella foto) –. Gli impegni chiesti al Governo sono importanti, ma la cosa più importante è che la reumatologia possa avere finalmente il riconoscimento e il supporto dovuto per un’assistenza dignitosa al paziente”.  

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