Covid: quarta dose anche per ospiti delle Rsa e fragili over 60

08 Aprile 2022

La decisione del ministero della Salute sulla scorta dell’ok Ema alla somministrazione per gli ultraottantenni. Intanto cresce l’ansia per la variante Xe e in Calabria isolano la nuova Xj

di U.S.V.

Non solo gli over 80: il richiamo (quarta dose) sarà erogato anche agli ospiti delle Rsa e ai fragili di età compresa tra i 60 e i 79 anni. La decisione del ministero della Salute, di concerto con Iss e Css, arriva sulla scia del pronunciamento di Ema ed Ecdc sul secondo booster del vaccino anti-Covid.

Nel frattempo sono ormai oltre 136 milioni le dosi di preparato somministrate finora in Italia. Le persone che hanno completato il ciclo primario sono 48,5 milioni (89,88% della popolazione over 12), mentre coloro che hanno fatto anche il richiamo sono quasi 39 milioni, ossia l’83,57% della popolazione potenzialmente interessata. Ad aver ricevuto almeno una dose di vaccino sono invece 49,3 milioni di individui, pari al 91,39% della popolazione con età superiore ai 12. Infine, il totale con almeno una dose sommata ai guariti da al massimo sei mesi senza alcuna somministrazione è di 51,1 milioni, ossia il 94,66% degli over 12.

Fin qui i numeri di una campagna vaccinale che è andata oggettivamente bene, malgrado i rallentamenti dell’ultimo periodo. Intanto, proprio per provare a dare un’ulteriore spinta, sono partiti i primi avvisi da cui scaturiranno le multe da 100 euro per gli over 50 no vax che violano l’obbligo vaccinale, in vigore fino al 15 giugno prossimo. Si tratterebbe di circa 2 milioni di persone, anche se contando i guariti da Covid, la platea si restringe a poco più di un milione.

Siamo ormai allo zoccolo duro dei contrari a qualunque forma di vaccinazione, coloro che attendono con ansia l’archiviazione di tutte le residue restrizioni, comprese le mascherine al chiuso, e che non sembrano preoccupati nemmeno dalla nuova variante Xe. Non è detto che essa diverrà prevalente in Italia, ma di sicuro questa ricombinazione di Omicron Ba1 e Omicron Ba2 (ma non è ibrida come Delta-Omicron) è destinata a far parlare di sé. Ancora non è stata sequenziata nella Penisola, però potrebbe già essere in circolazione. I sintomi, come per Omicron, sono soprattutto legati alle alte vie aeree, mentre crescono i disturbi dell’apparato gastrointestinale. In ogni caso, le tre dosi di vaccino garantiscono una buona protezione, proprio come accade con Omicron.

Se nel Bel Paese ancora non ha fatto ufficialmente la sua comparsa Xe, un laboratorio calabrese ha invece isolato Xj, una nuova variante che viene definita “equivalente a Xe”. La Xj sarebbe anch’essa una ricombinazione delle sotto-varianti di Omicron Ba1 e Ba2, potrebbe dunque essere ancora più contagiosa e finora era nota soltanto per un numero circoscritto di casi registrati alla fine del marzo in Finlandia. Ad individuarla è stata una struttura dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, con tanto di validazione da parte dell’Istituto superiore di sanità.

In tutti i casi, secondo le analisi del “Ceinge-Biotecnologie avanzate” attualmente l’80% dei contagi per Covid-19 in Italia è provocato Ba2, mentre Omicron rappresenta quasi il 100% delle sequenze pubblicate. Ora si tratta quindi di vedere come si comporterà Xe; tuttavia per gli esperti potrebbero presto sorgere nuovi mix virali e dunque c’è da tenere sempre alta l’attenzione. Non per niente in Cina, dove la pandemia è iniziata, la situazione è grave come mai prima: basti dire che una megalopoli del calibro di Shanghai, in lockdown da oltre una settimana, è arrivata al settimo rialzo consecutivo dei casi con un record giornaliero di 21.222 nuove infezioni. E gli esperti locali, secondo quanto riportato dal quotidiano edito dal Partito comunista Global Times, avrebbero rilevato un’ulteriore sotto-variante del ceppo Omicron. Insomma, la guerra contro il virus promette di essere ancora molto lunga.  

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