Agenas: il Pnnr è una chance fondamentale per l’assistenza primaria in Italia

12 Aprile 2022

Il direttore generale Mantoan: “Gli interventi previsti dal Piano di ripresa e resilienza rafforzeranno i nostri servizi sanitari territoriali e punteranno sulla telemedicina”

di NS

I sistemi sanitari caratterizzati da una primary care, un’assistenza sanitaria di base forte e ben strutturata, danno migliori risultati in termini di salute della popolazione assistita, grazie a un aumento dell’efficienza in termini di qualità dell’assistenza, abbinata a una crescita della soddisfazione dei pazienti per le prestazioni ricevute. E in questo il Piano nazionale di ripresa e resilienza può dare un’enorme mano al rafforzamento del sistema italiano.

È quello che emerge dall’analisi comparativa dei modelli organizzativi dell’assistenza primaria in sei Paesi europei (Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Svezia) condotta da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, nel nuovo supplemento alla rivista Monitor, uscito oggi, che mette in mostra come il Piano nazionale di ripresa e resilienza, con gli interventi previsti nella Missione 5 Componente 1 riguardante le ‘Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale’, rappresenti una opportunità fondamentale per l’Italia.

Secondo il direttore generale di Agenas Domenico Mantoan, infatti, questi interventi “sono destinati a rafforzare i servizi sanitari territoriali, attraverso un approccio multidisciplinare e su più livelli, dalla creazione di strutture e presìdi destinati alla definizione della rete territoriale, al rafforzamento dell’assistenza domiciliare, puntando anche su una più efficace integrazione tra servizi sanitari e sociosanitari”.

Coerentemente con i principi generali del Pnrr, inoltre, “si punta alla digitalizzazione del servizio sanitario nazionale, potenziando il concetto di sanità digitale, con particolare attenzione alla telemedicina“. Si tratta dunque, secondo Mantoan, “di un’occasione unica per dar vita ad un sistema sanitario nazionale più equo e sostenibile, che sia realmente organizzato intorno ai bisogni di salute della popolazione, al fine di assicurare elevati standard di qualità ed efficienza anche grazie allo sviluppo tecnologico e scientifico”.

Lo studio comparato dei sei sistemi sanitari nazionali (sulla base di una serie di parametri che analizzano numero e qualità delle figure professionali coinvolte nella primary care, servizi erogati, copertura finanziaria, presenza di standard organizzativi e percorsi formativi dei professionisti, implementazione di sistemi tecnologici) mette in mostra che i servizi sanitari cambiano significativamente da un Paese all’altro e possono avere variazioni regionali all’interno dello stesso, come ad esempio in Italia, in cui è possibile apprezzare differenze tra i servizi sanitari delle diverse regioni, sia per tipo di organizzazione che per entità di finanziamento.

Tuttavia, tutti i servizi sanitari sono chiamati ad affrontare in egual misura una serie di sfide emergenti, tra cui l’innalzamento dell’età media della popolazione, lo sviluppo delle tecnologie in medicina, i cambiamenti degli stili di vita della società contemporanea, le responsabilità dei servizi sanitari nel dare una risposta alla crescente aspettativa dei cittadini, le infrastrutture e la logistica della popolazione assistita. In questo senso, la Missione 5 del Pnrr dedicata agli investimenti e alle riforme in sanità sembra poter andare nella direzione sperata di un rafforzamento dell’assistenza di base all’interno del sistema italiano.

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